30 giugno 2013

Lettera aperta al Direttore Beffera

Egregio Direttore,

quando entrai all'Agenzia non avrei mai pensato di dover scrivere questa lettera, ma ciò che è accaduto negli ultimi anni ha seriamente mutato in me la percezione del nostro operato. I giovani che entrano da noi lo fanno per il desiderio di dare una mano alla macchina dello Stato e, pur attraverso la pioggia di critiche che ci bersagliano, tutti ancora riteniamo che tale desiderio non sia da meno di quello di fare il medico o l'ingegnere.

Troppo spesso abbiamo confuso ultimamente la patente di esattori con una irrevocabile licenza di uccidere che ci viene rinnovata anno per anno se portiamo il bottino di caccia ai nostri padroni; padroni che prima ci
 incentivano alla caccia e poi pubblicamente ci criticano davanti al pubblico che ci odia.

Nella ridda di bugie, capovolgimenti, abusi ed errori materiali, gran parte del marcio risiede da noi e tu non hai fatto nulla per eradicarlo. Dalle delittuose pratiche dell'era Magistro, infarcite di veri e propri falsi
 documentali, passando per i fascicoli dimenticati sui politici di rilievo, sino alle disastrose impreparazioni dell'epoca Zammarchi, abbiamo solo cumulato una serie di pessime figure. E tu lo sai.

In meno di dieci anni abbiamo dato vita ad una crescita ipertrofica dell'organico che tu sapevi benissimo non poter essere accompagnata da altrettanta formazione dei dipendenti. Il risultato è che la maggior parte dei nostri funzionari sono profondamente ignoranti del diritto tributario e agiscono perciò in maniera spavalda ed estorsiva. Tu hai continuato ad incentivare una politica di esazione patrimoniale, invece che di reale accertamento, promuovendo quei funzionari che più intimidivano i contribuenti per indurli a negoziare. Tu hai sostenuto con i premi di produzione una sistematica estorsione che sai benissimo essere non solo al di fuori del diritto tributario ma ben oltre il confine penale.

Davanti a cotanta liceità, l'immagine dell'Agenzia e di noi tutti sta subendo la più grave crisi dalla sua istituzione. Se la rabbia popolare si rivolge verso Equitalia ciò accade solo perchè essa è stata volutamente
 creata per essere interposta tra noi ed il contribuente; perchè servisse da scudo mediatico per il problema che tutti sapevano si sarebbe verificato. Ma tu sai benissimo che Equitalia è solo uno servo stupido privo di volontà e privo di indipendenza poichè tu lo manipoli a tuo piacimento.

E così noi tutti veniamo ogni giorno sommersi di insulti, minacce, aggressioni, denunce, citazioni, articoli di stampa denigratori. Ognuno di noi quando torna a casa la sera pensa a quel fascicolo di quel contribuente che lo ha minacciato e spera che non ci siano problemi. Ma tutto ciò è colpa tua. Quando i sindacati (ai quali dobbiamo chiedere la sorveglianza dei nostri parcheggi per paura di aggressioni!) ci rispondono che, se ci attenessimo alla legge, forse non avremmo questi problemi, vuol dire che qualcuno sta facendo qualcosa di tremendamente sbagliato. Quel qualcuno sei tu.

Non è possibile spingere i funzionari verso una guerra sporca ad ogni costo, e con ogni illecito mezzo, e poi abbandonarli quando si trovano in difficoltà o in pericolo; perchè la mente sei tu. Ancora poche settimane
 fà sono stati recapitati a Settebagni i dossier fotografici anonimi di alcuni dei nostri che sarebbero abbastanza per farli finire al fresco per un pezzo, ma tu non hai fatto nulla per correggere il tiro. E il giorno dopo era business as usual.

Ogni volta che si fa una riunione programmatica e ti trovi su posizioni diverse da altri c'è qualcuno che dice di te: "tanto lui non dura fino alla prossima riunione". Questo è l'esercito di predatori che hai creato e che ora
 è sfuggito persino al tuo eccentrico controllo.

Tu stai deliberatamente continuando a falsificare le stime dei recuperi solo per essere riconfermato di volta in volta, ma sai benissimo che stai mentendo al governo ed al ministero. Come tu sei ostaggio di te stesso, i
 tuoi fedelissimi sono ostaggio delle loro nefandezze. Ormai sono sempre più chiamati a comparire in procura per rispondere dei loro reati piuttosto che per collaborare alle inchieste sull'evasione.

La rotazione territoriale dei funzionari e le continue riassegnazioni di ufficio sembrano sempre più l'equivalente dei cambi di sede dei preti pedofili all'interno della chiesa. Ma era realmente questo che volevamo? Dove
 finisce l'interesse del paese e dove comincia quello personale di Attilio Befera e della sua cricca?

A nome dei moltissimi dipendenti che amano questo lavoro, ti invito a procedere sulle decine di casi a te perfettamente noti di: abuso, estorsione, concussione, intimidazione, falsificazione, danno patrimoniale, omessa procedura di accertamento ed altre svariate tipologie che conosci molto meglio di me.

Mio caro Direttore, quando un pezzo dello Stato fa dell'illecito la sua regola di vita, sono i dirigenti che devono assumersene la responsabilità. Perchè le istituzioni, in quanto tali, non hanno colore e non hanno
 passioni.

Ma possono avere gli uomini sbagliati.





3 commenti:

Anonimo ha detto...

Come stai?Non ti leggo piu'.Hai sospeso i tui magnifici articoli?Spero di no,mi mancano.Saluti cordiali...Pino

Anonimo ha detto...

Beh, sparito dal 30 Giugno ad oggi 16 Settembre! Sarebbe ora di rifarti vivo... Saluti.

Moby

Anonimo ha detto...

Speriamo sto idiota represso micro-dotato si spari definitivamente e sollevi il mondo della sua ingnobile presenza di sfigato.

Mai lette tante idiozie, inesattezze, buffonate e stronzate in un blog.