17 gennaio 2007

Formula 1 a Singapore nel 2008?


Secondo i giornali locali e' quasi una certezza.
Dopo nuove regole che dovrebbero permettere alla Formula 1 di espandere il suo calendario fino a 20 gare, Singapore potrebbe diventare un appuntamento fisso per il grande circo della Formula 1.
Secondo le indiscrezioni, si correrebbe su un circuito cittadino nel centro della citta', e novita' assoluta, di notte, che non sarebbe una cattiva idea, visto il caldo e l'umidita' che ti assediano qui durante il giorno. Inoltre questo permetterebbe al Gran Premio di essere trasmesso quando e' sera in europa, il che favorirebbe l'audience.
Con l'Australia, la Malaisia, la Cina e il Giappone e adesso Singapore e forse l'India, diventerebbero cosi 6 le gare disputate in Asia.

16 gennaio 2007

Nuovo presidente marxista in America Latina

Ecco l'ennesimo presidente marxista in America Latina. Questa volta in Ecuador.
Si chiama Rafael Correa. (al centro della foto, tra il venezuelano Chavez e il boliviano Morales)
In un discorso imbevuto di retorica anti-americana, ha subito promesso una nuova rivoluzione per il paese, cambi costituzionali, il rafforzamento dei rapporti bilaterali con Cuba e che l'Ecuador diventera' una repubblica “Bolivariana”.
In parole povere: Rivoluzione.
Presenti ad applaudirlo tutti i sinistri del continente Morales, Chavez, Ortega, Lula da Silva, Bachelet, Garcia, e anche il Presidente iraniano, il terrorista Ahmadinejad.
Il grande sogno di Fidel Castro sta per realizzarsi. Un continente latino americano in mano ai marxisti.

Berlusconi è al 58,5%, Prodi è al 30,5%.

"La fiducia in Silvio Berlusconi è ora al 58,5% mentre quella in Romano Prodi è al 30,5%. La fiducia al governo Prodi è scesa al 27,5%". Lo ha annunciato il portavoce di Silvio Berlusconi ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On.le Paolo Bonaiuti, durante una conferenza stampa a Montecitorio.
"Le vacanze di Natale hanno lavorato molto bene a favore della Cdl -ha spiegato Bonaiuti - e un pò meno nei confronti di altri",infatti secondo i dati della casa di sondaggi 'Euromedia Research' diffusi nella conferenza, "FI è al 32,6%, An è al 12%, la Lega è al 5,3%. Tutta la Cdl rappresenta il 53,2% e con l'Udc siamo al 57,3%. Sono percentuali da vecchia Dc". "Il totale dell'Ulivo oggi è di 35,5 % - ha sottolineato ancora Bonaiuti - nettamente in ribasso rispetto ai dati del 15 dicembre che vedevano l'Ulivo al 37,8%".

15 gennaio 2007

Annuncio


Un annuncio apparso sabato sul giornale locale di Singapore per un "pub" Indiano.
Almeno questi sono onesti!

13 gennaio 2007

Pubblicita' tailandese

Pubblicita' per le gomme Bridgestone. Non c'e bisogno di sapere il tailandese per capire. Buffissimo!

12 gennaio 2007

Il ministro clonato



Un articolo di Claudio Borghi
La guerra dei cloni e' iniziata e non lo sapevamo. Altro che x-files e guerre stellari, il nemico e' fra noi e non ce ne eravamo accorti fino a ieri mattina, quando il vero Padoa-Schioppa e' scappato dal pianeta prigione in cui era stato sinora rinchiuso ed ha scritto una lettera al "corriere".
Panico al ministero dell'economia: il clone maldestro progettato da Bertinotti e Diliberto pare si sia asserragliato nell'ufficio che ha astutamente usurpato al vero Padoa-Schioppa e si stia preparando ad una strenua difesa biascicando: "resistere, resistere, resistere!". Visco, che segretamente ne teneva il radiocomando, si dice che sia stato visto aggirarsi preoccupato nei corridoi del ministero con un cacciavite in mano. Deaglio sembra sia gia' stato allertato per confezionare un documentario dove si dimostra inequivocabilmente che il Padoa-Schioppa che ha mandato la falsa lettera al "corriere" e' Berlusconi travestito... Nel frattempo il Sismi e' sulle tracce del vero Padoa-Schioppa per riportarlo in catene da Prodi e chiudere l'incidente,cosi' che la procura di Milano possa aprire un fascicolo contro ignoti per procurato allarme e insabbiare tutto in qualche sicuro faldone. Peccato: il vero Padoa-Schioppa avrebbe potuto giocare meglio le sue carte, invece cosi' e' stato scoperto subito e avra' le ore contate. Come si fa a scrivere che i mali dell'Italia sono: "poca flessibilita' nell'impiego pubblico", "poca voglia di eccellere", "contratto di lavoro inflessibile", "l'impiegato pubblico non puo' essere trasferito" e "nessuno controlla se va o no al lavoro", "due mesi all'anno di vacanza per i magistrati (!!!)" e via di elenco? Come si spera di affermare, senza essere preso in castagna, che bisogna far prevalere: "chi vuole perseguire l'eccellenza, superare i migliori, fare dell'Italia un paese attraente per scienziati, ricercatori di talento, artisti"? Povero Padoa-Schioppa... Mentre lui era recluso nel pianeta prigione, il suo clone malvagio, radiocomandato da Visco, si esibiva in provvedimenti che non avrebbero sfigurato nell'Urss di Breznev, dando la caccia all'eccellente e al virtuoso per tentare di ingraziarsi proprio l'impiegato assenteista, il magistrato e quanti altri sono mantenuti dalla multiforme macchina statale. Mentre lui languiva, un altra persona, con la sua faccia, proponeva provvedimenti che non duravano lo spazio di un mattino da quanto erano sballati. Mentre lui preparava lettere al "corriere" qualcuno che usurpava il suo nome brigava per far piangere gli onesti che dichiaravano alti redditi per varare assunzioni di massa senza meriti e concorsi. Bisognava capire che qualcosa non andava gia' dai primi giorni di insediamento del governo: forse hanno fatto giurare il povero economista e poi, neanche il tempo di riporre la penna, lo hanno fatto sparire per sostituirlo con il replicante comunista. Solo cosi' si spiega come quello che sembrava Padoa-Schioppa avesse potuto sin da subito sconfessare la commissione che lui stesso aveva incaricato di controllare i conti pubblici e che diceva che erano in ordine... Solo cosi' si spiega come non avesse potuto notare che Visco, evidentemente troppo occupato a giocare con il radiocomando, se ne usciva con provvedimenti risibili come l'iva pluriennale retroattiva sugli immobili o la tassa di soggiorno.
Povero vero Padoa-Schioppa: ha scelto il giorno sbagliato per scappare: se quella lettera l'avesse scritta il primo d'aprile invece che alla befana, avrebbe avuto qualche speranza di passare inosservato... Temiamo invece che cosi' facendo lo riacciufferanno in poche ore, lo riporteranno sul pianeta prigione e questa volta butteranno le chiavi.

11 gennaio 2007

Gravissima situazione in America Latina


Patria, Socialismo o Muerte!
Cosi il dittatore comunista venezuelano Hugo Chavez ha prestato giuramento per il suo terzo mandato. Dopo avere annunciato la nazionalizzazione di quasi tutte le industrie, l'eliminazione dei governatori e sindaci per rimpiazzarli con comitati del popolo e altre folli dichiarazioni, e' poi partito alla volta di Managua (Nicaragua) per assistere all'inaugurazione del suo amico, il guerigliero marxista sandinista Manuel Ortega, alla presidenza di quel paese.
Notare che erano anche presenti Evo Morales il presidente marxista boliviano, membri del partito comunista cubano, Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il presidente populista comunista ecuadoriano Rafael Correa e tanti altri rappresentanti di sinistra.
Vedere tutti questi criminali ignoranti riuniti che si davano grandi abbracci e pacche sulla schiena, era semplicemente spaventoso. I discorsi retorici che tutti hanno fatto, non ne parliamo.
Uno spettro si aggira e si sta espandendo e contagiando tutta l'America Latina ed e' quello di una rivoluzione populista marxista che rischia di esplodere con conseguenze gravissime.
E intanto alla Havana il vecchio dittatore Fidel Castro sta facendo gran salti di gioia...

10 gennaio 2007

Logica sinistra

Gli Stati Uniti effetuano un raid contro basi terroristiche in Somalia. Ma per il Ministro D'Alema e la sinistra italiana, i pericolosi sono gli americani, non Al Quaeda.
Semplicemente pazzesco.
Ha perfettamente ragione Paolo Guzzanti

09 gennaio 2007

Lenin e Singapore




Da un libro che sto leggendo End of Millennium di Manuel Castells. Questo paragrafo, secondo me, spiega esattamente come funziona Singapore, quello che e' il modello Singapore.

"The Last "tiger" of our story, Singapore, baffles me, as everybody else. Unlike the three other countries, no civil society has really developed in Singapore in the 1990's, and the state seems to be as powerful as ever, in spite of statements to the contrary. This applies to authoritarian politics, and the control of information, as much as to the steering and monitoring of Singapore's development. The state continues to work in close contact with multinational corporations, as was 30 years ago, but, having become rich, it also now uses its own resources to invest in companies, either by itself or in joint ventures. Per capita income in Singapore now exceeds the average of the European Union. The city-state works smoothly in a fully planned metropolitan system. The island is the first country to be entirely wired with optic fiber, and is poised to become the first smoking-free and drug-free country (drug traffickers are sentenced to death, and often executed). The city is clean: littering the streets is penalised with heavy fines, and with community work performed in green uniforms, with the culprits exposed in the media. Political and cultural dissent is kept to a minimum, without the need to resort to extreme repression. There is formal democracy, and token opposition. When an opposition leader denounces government abuses, he is sued in court by the corresponding government official, and the court takes care that the daring critic is heavily fined or jailed. There is effective management of inter-ethnic tensions. And there is relatively peaceful co-existence with its surrounding Muslim world, although the whole population continues to be organised in armed militia, and the Singaporean Air force is on a constant state of alert to proceed with retaliatory bombing of large cities just minutes away in their flight plans. The towering figure of Lee Kwan Yew, while no longer Prime Minister, continues to permeate Singapore’s political culture and institutions. He succeeded in inventing a society out of nowhere, and making it the historical proof of the superiority of "Asian values," a project probably dreamed in his Oxford years, as a nationalist without a nation. (Chua 1998) In fact, he rediscovered Victorian England, with its cult of moral virtues, its obsession with cleanliness, its abhorrence of the undeserving poor, its belief in education, and in the natural superiority of the few highly educated. He added a high-tech twist, actually funding studies to establish a scientific basis for the biological superiority of certain groups. Not on a racial basis, but on a class basis. His beliefs directly shaped Singapore's policies. For instance, college-educated women in Singapore received, in the 1980s, special allowances from the state to give birth to as many children as possible, as well as family leave to educate their children, while working-class women (Chinese or Malay) were taxed for having too many children. The aim was to improve the quality of the Singaporean population by increasing the proportion of children born to educated families. The whole of Singapore is based on the simple principle of survival of the fittest. The ultimate goal of state policies is to enable Singapore to survive, and win, against the implacable competition of the global economy, in an interdependent world, by means of technology, social engineering, cultural cohesiveness, self selection of the human stock, and ruthless political determination. The PAP implemented this project, and continues to do so, an accordance with the principles of Leninism that Lee Kwan Yew knew, and appreciated, in his resistance years as a labour lawyer in the anti-colonialist movement. And, indeed, it is probably the only true Leninist project that has survived, outlasting its original matrix. Singapore represents the merger of revolutionary state with the developmental state in the building of legitimacy, in its control of society, and in its maneuvering in the economy. It may also prefigure a successful model for the twenty-first century: a model that is being sought, consciously, by the Chinese Communist state, pursuing the developmental goals of a nationalist project."

08 gennaio 2007

I conti tornano

di Silvio Berlusconi

Il mio governo ha lasciato un'eredità coi fiocchi all'Italia e agli italiani: l'economia è in ripresa dal 2005 e i conti pubblici sono in ordine, come dimostra il dimezzamento del fabbisogno statale registrato dal Tesoro sul 2006. Un risultato dovuto in gran parte proprio alle misure adottate dal mio governo come certificato da uno studio della Banca d'Italia. In particolare, le entrate tributarie hanno fatto segnare nei primi nove mesi del 2006 gettiti record, grazie - tra l'altro - alla percezione che noi avevamo provocato di un rapporto nuovo e non punitivo tra fisco e cittadini. Un circolo virtuoso che la stessa nota del Tesoro di martedì e il ministro Padoa-Schioppa hanno doverosamente, anche se solo parzialmente, riconosciuto dopo mesi di mistificazioni e di distorsioni della realtà da parte di tutto il centrosinistra, che ha avuto anche la temerarietà di attribuirsi meriti non suoi.
Il rigoroso controllo della spesa pubblica impostato da Tremonti e dal mio governo sta dispiegando i suoi effetti positivi. Resta il grande rammarico di non aver potuto dare continuità a una così efficace azione di risanamento che ha saputo coniugare rigore e sviluppo, mentre ora le leve della politica economica sono finite in mano al partito delle «più tasse-più spese». Resta anche il rammarico e l'amarezza per l'opposizione distruttiva che abbiamo dovuto subire durante i cinque anni del nostro governo e per quanto hanno affermato esponenti di primo piano dell'attuale maggioranza all'indomani delle elezioni. Tutti coloro che hanno cercato di lucrare su un disastro che non c'era, ora dovrebbero fare ammenda e chiedere scusa agli italiani per averli ingannati.
Ma i cittadini dovrebbero soprattutto domandarsi perché il governo Prodi abbia varato una Finanziaria di guerra che supera i 40 miliardi di euro e che tarperà le ali alla ripresa dell'economia quando invece, per centrare i parametri europei, sarebbe stata sufficiente una manovra da 15 miliardi. La risposta è semplice: il mio governo lavorava per l'Italia, mentre Prodi ed i suoi continuano, in base a pregiudizi ideologici ormai superati dalla storia, a voler utilizzare i soldi pubblici per accrescere il predominio dello Stato e la distribuzione clientelare delle risorse. I risultati, purtroppo, già si vedono: nel mese di dicembre le entrate fiscali sono diminuite di oltre due miliardi rispetto al 2005 a causa dell'effetto-choc provocato sui contribuenti dalla Finanziaria, e il dibattito sulle pensioni in atto nell'Unione non promette nulla di buono sul fronte della spesa pubblica, che riprenderà a crescere.
La sinistra sta così sprecando la grande occasione della ripresa, mentre noi, in anni congiunturalmente difficili, abbiamo posto le premesse per un miglioramento strutturale del sistema. Affermo quanto sopra non per spirito di polemica o per ribadire i meriti del mio governo - che il tempo stesso, «galantuomo» come ha detto Tremonti, si incarica di illustrare - ma per ricordare come la coesione nazionale, che giustamente il presidente della Repubblica ha posto al centro del suo messaggio di fine anno, abbia bisogno di verità e, soprattutto, richieda un impegno unitario su basi completamente diverse rispetto a quelle adottate finora dall'attuale governo.

Silvio Berlusconi

06 gennaio 2007

Questo si che e' un ingorgo!


Normalissimo ingorgo da ora di punta a Guangzhou. E sicome i Cinesi adorano utilizzare il clacson (chi suona per primo passa....), lascio immaginare il rumore infernale...

05 gennaio 2007

50,000 ragioni


Per le quali Saddam Hussein non e' un martire.

Saddam Hussein è stato giustiziato. La condanna alla pena capitale è stata pronunciata da un tribunale iracheno, che non solo ha concesso all’imputato un regolare processo, e gli ha garantito il diritto alla difesa (fra i suoi difensori c’era pure un legale americano), ma lo ha condannato in base alle leggi di quel paese, leggi che, a quanto risulta, erano le stesse in vigore nel periodo in cui Saddam ha esercitato la sua spietata dittatura.
Peraltro ben poche delle sue innumerevoli vittime hanno avuto il privilegio di essere processate regolarmente, secondo le stesse leggi che sono state applicate a lui, ma sono state assassinate – spesso in massa – senza possibilità di difendersi, né in diritto né in fatto. I suoi accoliti continuano a mietere vittime del tutto innocenti, colpevoli soltanto di non appartenere alla loro stessa fazione. E questi suoi accoliti agiscono regolarmente nel modo più vigliacco possibile: lanciano la bomba e si nascondono.
Di fronte alla condanna prima ed all’esecuzione poi in tutto l’occidente (tralasciamo le ovvie manifestazioni del mondo arabo) si sono levate voci sdegnate contro un simile inumano trattamento. Tutti si sono dichiarati contrari all’applicazione di una pena così severa, la vita umana è sacra, nessun uomo ha diritto di togliere la vita ad un altro uomo, e via di questo passo.

Saddam è stato un feroce e sanguinario satrapo, un autentico criminale. Le sue vittime, senza contare quelle provocate nei due campi dalla insensata guerra decennale con l’Iran, si calcolano in circa centottanta/duecentomila. Non risulta che alcuno di coloro che si sono tanto indignati per questa condanna abbia mai alzato una voce per il massacro, avvenuto senza alcun regolare processo, di molti fascisti, primo fra tutti Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci, barbaramente uccisi e indegnamente esposti al ludibrio della folla.
In questo caso gli iracheni si sono dimostrati molto più civili di tanti che oggi levano il dito contro i giudici e le autorità irachene.
Gli stessi che si indignano per questa condanna a Saddam, comminata secondo le leggi del suo paese, che lui stesso ha voluto o comunque non ha mai rinnegato, non hanno espresso, oggi stesso, la minima emozione per gli oltre quaranta morti provocati dall’esplosione di un’auto bomba in mezzo alla folla. Evidentemente, questi poveretti uccisi in modo vigliacco ed infame non si erano mai occupate di politica, e quindi agli esseri superiori che stigmatizzato l’esecuzione del rais non interessano. Va solo notata una certa soddisfazione alla notizia che le vittime statunitensi della seconda guerra del Golfo hanno superato il numero delle vittime dell’11 settembre.
Infine, sempre da parte degli indignati speciali, nessuna critica contro le migliaia di esecuzioni pubbliche che avvengono ogni anno in Cina. Si tratta di delinquenti comuni, puniti secondo la legge del loro paese. Che differenza c’è con l’esecuzione di Saddam, egli pure delinquente – certo non comune ma politico, ma pur sempre un sanguinario assassino – processato e condannato secondo le leggi del suo paese?

Va poi rilevato che molti fra coloro che hanno severamente stigmatizzato il comportamento della giustizia irachena hanno ammantato la loro indignazione con la considerazione che probabilmente quanto è successo potrebbe portare ad un ulteriore inasprimento della violenza in quel paese, fra i sunniti e gli sciiti, con conseguente aumento dei massacri, regolamenti di conti, eccetera. Questo ragionamento ha certamente degli aspetti preoccupanti, e non è privo di una sua logica. Va tuttavia considerato che le azioni di autentica guerra civile in Irak hanno avuto inizio ben prima che lo stesso Saddam venisse catturato, e quindi non sono la conseguenza della sua detenzione e della sua condanna, ma risalgono a ben altre motivazioni.
Quindi non è da credere che se la sentenza di morte pronunciata nei suoi confronti fosse stata commutata nel carcere a vita gli attentati ed i massacri sarebbero cessati. L’unico modo per pacificare il paese, sia pure con sistemi che non suscitano peraltro alcuna indignazione nelle anime candide, sarebbe stato quello di reintegrare Saddam nel suo ruolo di dittatore, lasciandolo libero di comportarsi come meglio credeva. Infatti, prima della sua caduta, regnava nel paese una sanguinosa ma peraltro effettiva tranquillità : quella dei cimiteri e delle fosse comuni. Ma era questo che si sarebbe voluto ?
Per terminare questi tristi ragionamenti, dobbiamo rilevare l’ondivago comportamento del celebre onorevole Pannella: prima digiuna per far morire Piergiorgio Welby, e poi digiuna per non far morire Saddam: insomma la vita è sacra o no ? O non si tratta di una semplice questione di linea e di colesterolo ?

Ringrazio Augusto Fei per questo suo articolo.

04 gennaio 2007

La malafede della sinistra

Dal blog dell'amico Kyle un articolo che riassume perfettamente quello che sono questi sinistri in malafede.

Ma guarda un po’ cosa leggo sui giornali di stamane. I conti pubblici segnano un netto miglioramento rispetto allo scorso anno. Ma guarda un po’, si è registrato un aumento record delle entrate fiscali. Ma guarda un po’, la disoccupazione è scesa al minimo storico. Strano, perché fino al 9 aprile dello scorso anno il nostro Paese era alla canna del gas, in recessione economica, con gli utili delle imprese a zero, con le famiglie che non arrivavano nemmeno alla terza settimana del mese, con i precari costretti a mendicare per le strade. Ora scopriamo con sommo stupore che l’appena trascorso 2006 è stato un anno piuttosto positivo per l’economia italiana, che la crescita si è attestata ad un buon 1,8% e che il fatturato delle industrie è, nel complesso, in attivo. Oddio, oddio, oddio. Vuoi vedere che quel delinquente e farabutto di Tremonti ne ha azzeccata una? Macchè. Secondo le illuminanti tesi di Sergio Romano il merito è esclusivamente del sistema Italia, mentre l’illustre ministro Padoa Schioppa reclama a gran voce la paternità sua del risanamento economico, col placet di Dracula – Visco. Eppure da quel che mi risulta (ma sicuramente mi sbaglio) il Governo attualmente in carica ha varato da pochi giorni la sua prima Finanziaria, mentre le famigerate misure anti – evasione sono entrate in vigore solo a partire dal 1 gennaio 2007. Da ignorante credevo che lo stato dell’economia 2006 fosse ascrivibile al precedente esecutivo e che se le cose andassero bene o male la responsabilità fosse di Berlusconi e compagnia cantante. Ma adesso ho capito. Quando l’Italia zoppica la colpa è del centrodestra, quando l’economia è in ripresa il merito è di Prodi. E cosa pensare delle due principali agenzie di rating internazionali e del Fondo Monetario Internazionale quando bocciano senza mezzi termini la Finanziaria 2007 e declassano il nostro Paese? Che sono in malafede e prevenuti.

03 gennaio 2007

2007, un anno di lotta.


Ed eccomi ritornato nella noiosa e sempre perfetta Singapore dopo alcuni giorni passati ad oziare sotto un ombrellone, mangiando aragoste e bevendo vino bianco sulle spiagge (quasi) deserte del sud di Goa. Senza giornali, o internet o telefonino. Perfetto.
Di ritorno , cerco di riprendere contatto con la realta'...
Accendo il computer, 250 messaggi. Tutti spam per aumentare la lunghezza, la larghezza e l'altezza.
Leggo dai giornali che il sadico Saddam e' stato impiccato. Non sara' rimpianto e spero rapidamente dimenticato.
Il resto non mi interessa.
Notizie dall'Italia? Tutto troppo deprimente per il momento. Che un tale budget sia stato approvato e semplicemente una vergogna, uno scandalo, che permettera' a questi sciamannati di governarci per chissa' quanto tempo. Hanno adesso le tasche piene di soldi che consentira' loro di dispensare favori. Altro che austerity. Altro che riforme. Il vecchio sistema e' di ritorno. E chi piu' ne ha, piu' ne metta.
Non e' possibile essere governati da questa gente.
2007 sara' un anno di lotta intensa ed e' il dovere di ogni Italiano che ama il suo paese e la liberta' fare si che questa gentaglia sia spedita a casa il piu' presto possibile.
prepariamoci.