Un articolo di Amedeo Gentile
Ormai Prodi è solo e letteralmente sotto assedio. Asserragliato nel suo bunker, con l’obiettivo di durare il più possibile, costi quel che costi all’Italia ed agli italiani. Il sempre perfido e pungente Sartori ha scritto: “Figurarsi se Prodi passa la mano, piuttosto se la taglia”.
Comunque in questa situazione, quanto più Prodi sopravvive tanto più regalerà alla sinistra la sconfitta più sonante della sua storia ed anche il Corriere della Sera riconosce di avere qualche responsabilità nell’avere determinato questa situazione catastrofica per il Paese, come ha ammesso qualche giorno fa il direttore Paolo Mieli.
L'articolo
12 ottobre 2007
11 ottobre 2007
Sale la tensione tra Malesia e Indonesia
Sale la tensione tra i due paesi musulmani del sud est asiatico. Prima per colpa di una canzone pubblicitaria "Malaysia truly Asia" utilizzata dal Malaysia Tourism Promotion Board, l'ente turistico malesiano e che il governo indonesiano dice e' stata copiata da una loro canzone popolare.
L'articolo
E adesso per due incidenti che hanno visto implicate le forze di sicurezza malesiane. Il primo l'arresto della moglie di un diplomatico indonesiano perche' credevano fosse un immigrante illegale; il secondo, l'irruzione senza motivi nella casa di un studente indonesiano.
L'articolo
Si vede che siamo in pieno periodo di ramadan. Con il caldo poi....
L'articolo
E adesso per due incidenti che hanno visto implicate le forze di sicurezza malesiane. Il primo l'arresto della moglie di un diplomatico indonesiano perche' credevano fosse un immigrante illegale; il secondo, l'irruzione senza motivi nella casa di un studente indonesiano.
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Si vede che siamo in pieno periodo di ramadan. Con il caldo poi....
Il Vietnam di D’Alema
Il Giornale
Certe rivelazioni dei politici italiani fanno un po’ sorridere. L’altro giorno ad Hanoi il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ha confessato che in gioventù «la solidarietà al Vietnam è stata un’esperienza formativa di grandissimo valore». Il titolare della Farnesina, insomma, tifava per i vietcong finanziati dall’Unione Sovietica (che per lui erano i buoni) contro i soliti cattivoni a stelle e strisce. Ma alla sua amica Condoleezza Rice qualcuno l’ha detto?
Certe rivelazioni dei politici italiani fanno un po’ sorridere. L’altro giorno ad Hanoi il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ha confessato che in gioventù «la solidarietà al Vietnam è stata un’esperienza formativa di grandissimo valore». Il titolare della Farnesina, insomma, tifava per i vietcong finanziati dall’Unione Sovietica (che per lui erano i buoni) contro i soliti cattivoni a stelle e strisce. Ma alla sua amica Condoleezza Rice qualcuno l’ha detto?
Finanziaria di stampo comunista
Siamo in pieno periodo di finanziaria e, come è ovvio, le disparità di opinioni, e non solo fra maggioranza ed opposizione, ma addirittura all’interno della stessa maggioranza, si moltiplicano e si inaspriscono. Vale forse la pena di riflettere su alcuni aspetti delle motivazioni che il governo presenta, al fine di giustificare l’ulteriore stretta fiscale che si preannuncia.
Uno degli argomenti che – come si suol dire - tiene banco in queste occasioni è la lotta all’evasione fiscale. Lasciando perdere le stupidaggini tipo “le tasse sono una cosa bellissima”, uno degli argomenti prediletti consiste nel definire l’evasione un furto e quindi l’evasore come un ladro. Occorre dire subito che questa affermazione non ci convince. Infatti, secondo il sentire corrente, per furto si intende in genere l'impossessamento indebito di un bene di proprietà altrui ed è l'azione tipica del ladro. Si riferisce classicamente alla sottrazione di un bene mobile in danno del legittimo proprietario.
Quindi se ne può dedurre che chi qualifica l’evasione fiscale come un furto considera che ogni forma di ricchezza, e quindi in primis il reddito, sia la proprietà esclusiva non di chi lo ha prodotto, ma dello stato. Solo in questo caso chi ne trattiene una parte superiore a quella consentita dall’autorità commette in definitiva un furto, in quanto si appropria di un bene che non gli appartiene. Dispiace dover ricordare che questa concezione è la stessa che si riscontrava nei regimi assoluti prima della rivoluzione francese, e che essa collima perfettamente con quanto costituiva la dottrina base del comunismo sovietico.
Dobbiamo dedurne quindi che ci troviamo attualmente in Italia in un ambiente culturale che pedissequamente copia l’ideologia sovietica e che mira in definitiva alla confisca della proprietà privata a favore dello stato ?
h/t: Il Bertoldo
Uno degli argomenti che – come si suol dire - tiene banco in queste occasioni è la lotta all’evasione fiscale. Lasciando perdere le stupidaggini tipo “le tasse sono una cosa bellissima”, uno degli argomenti prediletti consiste nel definire l’evasione un furto e quindi l’evasore come un ladro. Occorre dire subito che questa affermazione non ci convince. Infatti, secondo il sentire corrente, per furto si intende in genere l'impossessamento indebito di un bene di proprietà altrui ed è l'azione tipica del ladro. Si riferisce classicamente alla sottrazione di un bene mobile in danno del legittimo proprietario.
Quindi se ne può dedurre che chi qualifica l’evasione fiscale come un furto considera che ogni forma di ricchezza, e quindi in primis il reddito, sia la proprietà esclusiva non di chi lo ha prodotto, ma dello stato. Solo in questo caso chi ne trattiene una parte superiore a quella consentita dall’autorità commette in definitiva un furto, in quanto si appropria di un bene che non gli appartiene. Dispiace dover ricordare che questa concezione è la stessa che si riscontrava nei regimi assoluti prima della rivoluzione francese, e che essa collima perfettamente con quanto costituiva la dottrina base del comunismo sovietico.
Dobbiamo dedurne quindi che ci troviamo attualmente in Italia in un ambiente culturale che pedissequamente copia l’ideologia sovietica e che mira in definitiva alla confisca della proprietà privata a favore dello stato ?
h/t: Il Bertoldo
Un giudizio inconveniente

Un giudice inglese ha decretato ieri che Il film documentario di Al Gore, una verita' incoveniente e' invece pieno di falsita' incovenienti.
L'articolo
10 ottobre 2007
Il duo comico "fratelli Chavez"
Un video imperdibile. I due fratelli Chavez (Hugo il dittatore e Adan il ministro dell'educazione) sull'ora ufficiale bolivariana.....
Atrazar, hermanos, ATRAZAR!!!!
Atrazar, hermanos, ATRAZAR!!!!
giocatore di calcio tedesco-iraniano boicotta partita contro Israele.

Ashkan Dejagah, un giocatore della squadra under 21 tedesca si rifiuta di giocare una partita contro Israele, citando "ragioni personali". "Ho piu' sangue iraniano che tedesco nelle vene e questo va rispettato. Tra l'altro lo faccio per rispetto. I miei genitori sono iraniani". Dejagah e' nato a Teheran ma ha un passaporto tedesco.
L'articolo
Pazzesco. Nella serie ennesimo musulmano imbecille.
Ma quando si svegliera' l'europa?
'Suicide of civilisation' warning as Italian town permits burka
A row has broken out in Italy over the wearing of the burka after the prefect of a city in the north-east announced he was permitting it, despite legislation outlawing any clothing that stops the wearer being recognised.
Article continues
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La vergogna di Treviso
«Se al prefetto di Treviso piace tanto il burqa, lo faccia indossare a sua moglie...Convinto come sono che in uno Stato moderno i Prefetti non servono a niente. Di fronte ad una simile esternazione su una questione grave e preoccupante come quella dell'uso pubblico del burqa, c'è veramente da domandarsi che cosa aspetti il Ministro dell'Interno a trasferire il Prefetto di Treviso, che, in tutta evidenza, esprime un modo di pensare lontano mille miglia da quello dei trevigiani preoccupati e, giustamente, timorosi di fronte all'espansione dell'Islam fondamentalista nel nostro Paese».
Mario Borghezio
Grande grandissimo Borghezio. Non poteva esprimere meglio il pensiero di tutti noi trevigiani e veneti.
Mario Borghezio
Grande grandissimo Borghezio. Non poteva esprimere meglio il pensiero di tutti noi trevigiani e veneti.
Il suicidio dell'Italia
Presto in tutta Italia...Il prefetto e la Bindi dicono sì al burqa. E l’Italia si vergogna
Un articolo di Marcello Foa
A dare la notizia è stato il Corriere del Veneto e oggi Magdi Allam l’ha ripresa con un articolo sul Corriere della Sera: il prefetto di Treviso Vittorio Capocelli ha legittimato il burqa con queste parole: «Se per motivi religiosi una persona indossa il burqa, lo può fare, basta che si sottoponga all’identificazione e alla rimozione del velo». E subito il ministro della Famiglia Rosi Bindi, a quanto pare, avrebbe appoggiato la decisione con queste parole: «Allo stesso modo con il quale vogliamo vedere i crocifissi appesi nelle nostre aule siamo tenuti a essere rispettosi del velo con cui le donne islamiche si coprono il volto. Se viene liberamente portato è un segno della propria civiltà». In queste ore il caso sta esplodendo: un altro ministro, Barbara Pollastrini (Diritti e Pari opportunità) ha reagito scandalizzata e Magdi Allam, correttamente, nell’articolo ricorda che anche Amato e Prodi sono contrari alla legittimazione del burqa. Meno male, ma questo non basta a placare la mia indignazione: com’è possibile che un prefetto ovvero un alto rappresentante delle istituzioni, dello Stato, di tutti noi, possa legittimare una tenuta che non ha nulla di religiso, ma che rappresenta una delle forme più umilianti di sottomissione delle donne? Qual è la logica? La nostra missione è quella di aiutare i Paesi più sviluppati a evolversi o è quella di accettare anche le pratiche più retrive dell’Afghanistan talebano, in nome del relativismo culturale? Capocelli dovrebbe essere rimosso e la signora Bindi sia coerente: se ne vada. Subito, per rispetto, per pudore. L’Italia si vergogna (o almeno lo spero).
09 ottobre 2007
scontro tra pacifiste sull'uso dell'aereo di stato
La psicosi della Casta tra i Parlamentari Italiani ha un nuovo tema, o peggio, un nuovo fantasma: “Guai a farsi beccare mentre si fruisce di un privilegio. Piccolo o grande che sia!”
Ma un “privilegio” (piccolo o grande che sia) così come lo chiamano loro, per tutti gli altri fessi impiegati della Pubblica Amministrazione (impiegati come loro, ma a stipendio esilarante) viene chiamato con il nome proprio, o meglio, al plurale, con i loro nomi propri quali, per l’appunto: peculato d’uso, appropriazione indebita, abuso, omissione, furto o peggio, corruzione e malversazione.
L'articolo
h/t: Vincenzo
Ma un “privilegio” (piccolo o grande che sia) così come lo chiamano loro, per tutti gli altri fessi impiegati della Pubblica Amministrazione (impiegati come loro, ma a stipendio esilarante) viene chiamato con il nome proprio, o meglio, al plurale, con i loro nomi propri quali, per l’appunto: peculato d’uso, appropriazione indebita, abuso, omissione, furto o peggio, corruzione e malversazione.
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h/t: Vincenzo
Studenti musulmani rifiutano di studiare malattie non islamiche
In Inghilterra, alcuni studenti musulmani rifiutano di assistere ai corsi o rispondere alle domande di esame che hanno a che fare con l'acool o malattie sessuali perche' dicono che queste offendono le loro convinzioni religiose.
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h/t: Oriana
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h/t: Oriana
Visco salvato sulla linea

Sul caso Visco la maggioranza ha salvato in Senato il proprio viceministro per un solo voto. A favore del governo hanno votato infatti due senatori a vita. Non voglio discutere qui se il voto dei senatori a vita, non eletti ma nominati, possa rappresentare correttamente un’ancora di salvezza per il governo: nelle votazioni vince chi riporta il maggior numero di consensi, e così è stato anche questa volta.
Invece bisognerebbe forse sottolineare come uno dei due votanti che hanno permesso al governo di superare questa difficile prova ed al viceministro di conservare la propria poltrona è stato in passato conosciuto per aver dichiarato di fare uso abituale di droghe “a scopo terapeutico”, bien sur.....
Invece bisognerebbe forse sottolineare come uno dei due votanti che hanno permesso al governo di superare questa difficile prova ed al viceministro di conservare la propria poltrona è stato in passato conosciuto per aver dichiarato di fare uso abituale di droghe “a scopo terapeutico”, bien sur.....
Auguro al Senatore che questa cura lo conservi ancora per molti anni, ma vorrei porre una domanda. Si annunciano pene molto gravi per chi venga sorpreso a guidare un automezzo dopo aver assunto alcool o droghe. Come mai è vietato guidare un qualunque automezzo sotto l’effetto di droghe, e non è vietato invece guidare o contribuire a guidare un intero paese nelle stesse condizioni ?
h/t: Il Bertoldo
h/t: Il Bertoldo
Ernesto "El Chancho" Guevara

Forse non tutti sanno che il suo vero soprannome era "El Chancho" perche' puzzava come un maiale.
Ernesto "Che"Guevara, celebrato da una settimana sulla BBC international come un eroe, un santo.
Ovviamente non raccontano di quando era comandante della prigione San Carlos de La Cabaña dove diresse i processi e le esecuzioni dei membri del regime di Batista. Piu' di 550 persone furono uccise su ordine di Guevara...
Ernesto "Che"Guevara, celebrato da una settimana sulla BBC international come un eroe, un santo.
Ovviamente non raccontano di quando era comandante della prigione San Carlos de La Cabaña dove diresse i processi e le esecuzioni dei membri del regime di Batista. Piu' di 550 persone furono uccise su ordine di Guevara...
He was appointed commander of the La Cabaña Fortress prison, and during his five-month tenure in that post (January 2 through June 12, 1959), he oversaw the trial and execution of many people, among whom were former Batista regime officials and members of the "Bureau for the Repression of Communist Activities" (a unit of the secret police known by its Spanish acronym BRAC). José Vilasuso, an attorney who worked under Guevara at La Cabaña preparing indictments, said that these were lawless proceedings where "the facts were judged without any consideration to general juridical principles" and the findings were pre-determined by Guevara. It is estimated that between 156 and 550 people were executed on Guevara's extra-judicial orders during this time.
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