07 marzo 2013
Ecco come vivono i figli dei tycoon cinesi
Si chiama Zhang Jiale, ha 22 anni ed e' la figlia "maschiaccio" di un miliardario cinese. In Cina li chiamano i ""fuerdai" che tradotto significa "ricchi della seconda generazione". Le foto postate sulla versione cinese di twitter, weibo, sono subito diventate virali.
06 marzo 2013
Dignita'
Durante la scorsa campagna
elettorale molti fra i cosiddetti media internazionali hanno cercato di ficcare
il naso (lungo come quello di Pinocchio) negli affari interni italiani, in
smaccato sostegno dell’esimio Professore. Ma non si trattò solo dei mezzi di
comunicazione stranieri – evidentemente istigati da certa stampa italiana ben
nota per l’obbiettività e lo scrupoloso rispetto di chi professa idee diverse –
ma anche alcuni esponenti politici, investiti di cariche pubbliche, tedeschi ed
europei si comportarono alle stesso modo.
Una volta terminate le
operazioni elettorali con i risultati noti, di nuovo si udirono commenti da
parte di alcuni personaggi ufficiali tedeschi che qualificarono gli italiani di
pagliacci (clowns per chi vuol essere linguisticamente alla moda). La cosa
sembra piuttosto in contrasto con le ripetute affermazioni del governo ancora
in carica e di molta stampa schierata a sinistra secondo cui, sotto
l’illuminata guida dei “tecnici”, il paese avrebbe riacquistato quel prestigio
e rispetto internazionali che il deplorevole governo di centro destra aveva
trascinato nella polvere.
Il dignitoso e pavido “uomo
in loden”, che tante entrature vanta in Germania, più come scolaretto diligente
ed ubbidiente che come statista, non ha proferito parola. Può darsi che egli
condivida l’opinione dei suoi mentori tedeschi (non si capisce se ciò per aver
votato in massa Grillo e Berlusconi, o per aver votato, sia pure con molta
moderazione, un raggruppamento che includeva Fini e Casini), ma, nella sua
posizione di Presidente del Consiglio, una parola avrebbe dovuto e potuto
dirla. Tutta la sua sicumera sembra svanita, forse per lo stordimento
provocatogli dal KO inflittogli dagli elettori.
Lo stesso si dica del
Ministro degli esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, che s’è rinchiuso in un
totale silenzio, evidentemente per il timore di sembrare troppo interessato
alla difesa della dignità italiana. Sembra che tale comportamento gli sia
particolarmente congeniale, come ha dimostrato in occasione della vicenda dei
due marò.
Per lo meno il Presidente
Napolitano, in visita ufficiale in Germania, non ha esitato a protestare,
chiedendo “rispetto” per l’Italia e gli italiani e rifiutandosi di incontrare
gli autori dell’insolente definizione.
Il Bertoldo
Il reddito non basta a 2 famiglie su 3
A due famiglie su tre il reddito non basta per vivere: è la drammatica fotografia del nostro Paese scattata dalla Banca d'Italia. La crisi pesa soprattutto sui nuclei più giovani e su chi vive in affitto: e per tutti risparmiare è sempre più difficile. «A conferma del disagio espresso dai nuclei familiari - spiega Bankitalia in un Quaderno di Economia e Finanza dedicato al risparmio - nel 2010 è aumentata al 65% la quota di quelli che valutano il proprio reddito inferiore a quanto ritenuto necessario», mentre era al di sotto del 40% nel 1990. E questa allarmante percezione è più forte nei nuclei in cui il capofamiglia è operaio oppure disoccupato, pensionato, impiegato a tempo parziale, anche se «la percentuale di famiglie italiane indebitate è bassa nel confronto internazionale e la maggior parte di queste si collocano nei quartili di reddito più alto».
In compenso, si riduce drasticamente il saggio di risparmio delle famiglie italiane: quasi 4 punti percentuali in meno tra il 2007 e il 2011, mentre è rimasto stazionario in Francia e in Germania. Lo studio mostra un'Italia a due velocità: «Tra il 2008 e il 2010 la quota di ricchezza netta posseduta dai tre quartili di reddito più bassi è diminuita a vantaggio della classe più elevata. L'esigua frazione di ricchezza detenuta dai nuclei giovani si è ridotta ulteriormente». E nello stesso periodo è aumentata di quasi 3 punti, fino a raggiungere il 22%, la percentuale di chi ha un reddito inferiore ai consumi. Uno scenario che non ammette indugi:«I dati macroeconomici più recenti indicano una ulteriore riduzione del reddito e un peggioramento del tasso di risparmio, prefigurando quindi un successivo inasprimento delle condizioni finanziarie delle famiglie più vulnerabili in assenza di opportune misure di sostegno o di una ripresa del ciclo economico», conclude Bankitalia.
Fonte: Il Giornale
Si aggrava la tensione tra Malesia e Filippine sulla questione di Sabah.

Le forze armate malesi hanno lanciato un attacco contro il gruppo di 200 filippini armati che tre settimane fa aveva occupato un villaggio nello Stato orientale di Sabah, uno dei due stati che fanno parte della federazione malesiana sull'isola di Borneo, sostenendo di essere membri della famiglia reale di Sulu.
Le Filippine rivendicano la parte orientale di Sabah sulla base del fatto che un tempo questo territorio apparteneva al Sultanato di Sulu, che comprendeva le zone meridionali dell'arcipelago
Il leader del gruppo, Jamalul Kiram III, pretendente al titolo di Sultano di Sabah e che vive a Manila ha dichiarato che il gruppo continuera' combattere fino alla morte.
La situazione sta diventando sempre piu' imbarazzante per il Primo Ministro malesiano Najib Razak e per il Presidente delle Filippine Begnino Aquino III per via di prossime elezioni e sopratutto perche' tutti pensavano che questo strano incidente si sarebbe concluso in pochi giorni.
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| Il Sultano di Sulu e Sabah Jamalul Kiram II, alla fine del 19esimo secolo |
Perche' il sultanato di Sulu (Filippine) rivendica il territorio di Sabah (Malesia)
Dal 17 esimo secolo, il sultanato occupava una vasta regione nell'est di Sabah e conosciuta come Borneo del Nord. La regione era stata regalata al Sultano di Sulu dal Sultano del Brunei, per averlo aiutato a reprimere una ribellione.
Nel 1878 il sultanato di Sulu firmo' un accordo con la British East India Trading Company che permetteva agli inglesi di utilizzare il territorio di Sabah in cambio di un pagamento a perpetuita'. La societa' fu poi assorbita dalla British North Boreno che trasferì i diritti su Sabah alla Gran Bretagna nel 1946.
Quando la Federazione Malese divenne indipendente dalla Gran Bretagna nel 1963, Sabah fu uno dei territori restituito alla appena nata Malesia. Ma prima che la Malesia diventasse indipendente, le Filippine avevano gia' inviato una delegazione a Londra per ricordarli che il territorio di Sabah apparteneva alle Filippine.
Infatti , nel 1962, Il sultano di Sulu aveva ceduto il controllo del suo territorio alle Filippine.
Tuttto questo caos, e' dovuto all'interpetazione di una parola "padjak" nel contratto firmato nel 1878 che secondo gli inglesi ed i malesiani significa "cedere" mentre per gli eredi del Sultano significa "affittare".
La Malesia continua a pagare un affitto di piu' o meno 2,000 dollari ogni anno alla famiglia del Sultano che non ha nessun potere politico.
Le Filippine hanno dichiarato di voler portare il caso alla Corte di giustizia internazionale per risolvere la questione.
QUI un articolo sugli antecedenti tra Filippine e Malesia sulla questione di Sabah
La crisi dell' Euro produce comici, non fascisti
Alcuni mesi fa, stavo discutendo della crisi dell’euro con un importante diplomatico americano. "Siamo tornati agli anni ’30, non è vero?" Disse il mio compagno con un misto di tristezza e di gusto. "Gli estremisti sono in aumento."
Dopo le elezioni italiane, questi previsioni stanno raddoppiando. The Spectator, una rivista inglese, ha etichettato Beppe Grillo come "il nuovo Mussolini italiano". Anche alcuni commentatori italiani hanno fatto lo stesso paragone.
Questo non è solo ingiusto nei confronti del signor Grillo, un comico il cui Movimento Cinque Stelle ha appena conquistato il 25% dei voti. Ma è anche una lettura errata del modo in cui la politica europea probabilmente si svilupperà, in condizioni di stress economico. La tentazione è quella di sostenere che, poiché la depressione del 1930 ha portato alla nascita di fascisti e comunisti, l’attuale crisi economica provocherà un volo simile a quello, all’estrema destra e all’estrema sinistra.
Europa di oggi ed Europa anni ’30
Ci sono alcune somiglianze tra l’Europa di allora e quella di adesso. Come nel 1930, un crollo finanziario, seguito da politiche di austerità, ha portato ad alto tasso di disoccupazione. Ancora una volta, stanno nascendo nuovi movimenti politici di disprezzo nei confronti della classe dirigente. Ma se scaviamo un po’ più in profondità, notiamo che il confronto sembra superficiale. Quando è arrivata la Depressione in Europa, erano passati solo 12 anni da quando il continente aveva subito gli orrori della prima guerra mondiale. Circa il 40% degli uomini francesi e tedeschi di età compresa tra i 19 e i 21 anni nel 1914 sono stati uccisi nei successivi quattro anni. Anche l’Italia ha subito perdite terribili. Nel complesso, più di 10 milioni di soldati sono morti in Europa. Altri milioni di mutilati.
Adolf Hitler e Benito Mussolini erano entrambi veterani di guerra e i movimenti che hanno guidato sono stati profondamente plasmati da essa. Mussolini prese il potere negli anni ’20, prima che la Depressione colpisse l’Europa. Quando questa ha preso il via negli anni ’30, l’Europa era mal preparata.
Non siamo negli anni ’30
Al contrario, l’Europa moderna è un continente molto più ricco e meno traumatizzato. Certo, i tempi sono duri in paesi come il Portogallo, dove i salari e le pensioni sono state tagliate. La disoccupazione è alta in tutta la zona euro e molte persone temono per il futuro. Ma non siamo negli anni ’30.
Il paese che sembra più vicino alla politica degli anni ’30 è la Grecia, la cui economia ha subito la più profonda contrazione in Europa, pari al 25%.
Ciò ha portato alla nascita del Golden Dawn, un partito di estrema destra che "flirta" con temi fascisti, dall’ultranazionalismo all’antisemitismo. Il Golden Dawn è attualmente a circa il 10% nei sondaggi e il partito di estrema sinistra Syriza è arrivato vicino nelle ultime elezioni. Ma, per ora, un governo impopolare centrista continua a detenere il potere. Ciò che colpisce della Grecia, invece, è che rimane un’eccezione nell’Europa contemporanea. Se si guarda al resto del continente, l’estrema destra e l’estrema sinistra non hanno ancora fatto straordinari progressi- anche in paesi come il Portogallo, l’Italia e la Spagna, le cui economie stanno soffrendo gravemente.
In Spagna, dove la disoccupazione giovanile è ormai superiore al 50%, la grande novità politica è l’ascesa del nazionalismo catalano. Si tratta di un grave fenomeno che minaccia l’unità del paese. Ma non deve essere confuso con una rinascita del franchismo o dei movimenti anarchici degli anni ’30.
La Lega Nord in Italia è emersa ben prima della crisi economica, ma ha fatto male nelle ultime elezioni. La nuova forza nella politica italiana è il signor Grillo e il suo movimento - il cui stile politico è molto diverso da quello dei fascisti italiani. Mussolini era militarista e ridondante. Grillo usa l’umorismo e l’informalità come i suoi marchi di fabbrica. Vero che ridicolizza il Parlamento italiano e la classe politica. Ma non ha mai rifiutato la democrazia come sistema.
Meglio un comico che un fascista
In effetti, gli europei moderni sembrano più propensi a reagire ai momenti difficili, votando per un comico piuttosto che per un fascista. Grillo non è un esempio isolato. In Islanda, la cui economia è stata devastata da una crisi finanziaria, gli elettori hanno optato per Jon Gnarr, un comico, come sindaco di Reykjavik, la capitale.
La capacità di un comico di coniugare la rabbia e l’umorismo funziona politicamente, quando le cose sembrano squallide. I comici possono anche formulare proposte non convenzionali che sovvertono la pomposità della politica. Grillo ha promesso di tagliare gli stipendi dei politici, rendere Internet più veloce e creare più piste ciclabili.
Le proposte di Grillo alla crisi economica nazionale dell’Italia suggeriscono una politica molto più radicale. Egli ha infatti parlato di fermare i pagamenti sull’enorme debito nazionale in Italia - e ha "flirtato" con l’idea di far uscire l’Italia dall’euro. La maggior parte dei politici tradizionali considera queste idee come un brutto scherzo. Ma, a meno che non si riuscirà a trovare una via d’uscita che sembra più attraente di altri cinque anni di austerità, il signor Grillo e i suoi imitatori potrebbero avere l’ultima risata in Italia.
Traduzione italiana a cura di Erika Di Dio. Fonte: Financial Times
Dopo le elezioni italiane, questi previsioni stanno raddoppiando. The Spectator, una rivista inglese, ha etichettato Beppe Grillo come "il nuovo Mussolini italiano". Anche alcuni commentatori italiani hanno fatto lo stesso paragone.
Questo non è solo ingiusto nei confronti del signor Grillo, un comico il cui Movimento Cinque Stelle ha appena conquistato il 25% dei voti. Ma è anche una lettura errata del modo in cui la politica europea probabilmente si svilupperà, in condizioni di stress economico. La tentazione è quella di sostenere che, poiché la depressione del 1930 ha portato alla nascita di fascisti e comunisti, l’attuale crisi economica provocherà un volo simile a quello, all’estrema destra e all’estrema sinistra.
Europa di oggi ed Europa anni ’30
Ci sono alcune somiglianze tra l’Europa di allora e quella di adesso. Come nel 1930, un crollo finanziario, seguito da politiche di austerità, ha portato ad alto tasso di disoccupazione. Ancora una volta, stanno nascendo nuovi movimenti politici di disprezzo nei confronti della classe dirigente. Ma se scaviamo un po’ più in profondità, notiamo che il confronto sembra superficiale. Quando è arrivata la Depressione in Europa, erano passati solo 12 anni da quando il continente aveva subito gli orrori della prima guerra mondiale. Circa il 40% degli uomini francesi e tedeschi di età compresa tra i 19 e i 21 anni nel 1914 sono stati uccisi nei successivi quattro anni. Anche l’Italia ha subito perdite terribili. Nel complesso, più di 10 milioni di soldati sono morti in Europa. Altri milioni di mutilati.
Adolf Hitler e Benito Mussolini erano entrambi veterani di guerra e i movimenti che hanno guidato sono stati profondamente plasmati da essa. Mussolini prese il potere negli anni ’20, prima che la Depressione colpisse l’Europa. Quando questa ha preso il via negli anni ’30, l’Europa era mal preparata.
Non siamo negli anni ’30
Al contrario, l’Europa moderna è un continente molto più ricco e meno traumatizzato. Certo, i tempi sono duri in paesi come il Portogallo, dove i salari e le pensioni sono state tagliate. La disoccupazione è alta in tutta la zona euro e molte persone temono per il futuro. Ma non siamo negli anni ’30.
Il paese che sembra più vicino alla politica degli anni ’30 è la Grecia, la cui economia ha subito la più profonda contrazione in Europa, pari al 25%.
Ciò ha portato alla nascita del Golden Dawn, un partito di estrema destra che "flirta" con temi fascisti, dall’ultranazionalismo all’antisemitismo. Il Golden Dawn è attualmente a circa il 10% nei sondaggi e il partito di estrema sinistra Syriza è arrivato vicino nelle ultime elezioni. Ma, per ora, un governo impopolare centrista continua a detenere il potere. Ciò che colpisce della Grecia, invece, è che rimane un’eccezione nell’Europa contemporanea. Se si guarda al resto del continente, l’estrema destra e l’estrema sinistra non hanno ancora fatto straordinari progressi- anche in paesi come il Portogallo, l’Italia e la Spagna, le cui economie stanno soffrendo gravemente.
In Spagna, dove la disoccupazione giovanile è ormai superiore al 50%, la grande novità politica è l’ascesa del nazionalismo catalano. Si tratta di un grave fenomeno che minaccia l’unità del paese. Ma non deve essere confuso con una rinascita del franchismo o dei movimenti anarchici degli anni ’30.
La Lega Nord in Italia è emersa ben prima della crisi economica, ma ha fatto male nelle ultime elezioni. La nuova forza nella politica italiana è il signor Grillo e il suo movimento - il cui stile politico è molto diverso da quello dei fascisti italiani. Mussolini era militarista e ridondante. Grillo usa l’umorismo e l’informalità come i suoi marchi di fabbrica. Vero che ridicolizza il Parlamento italiano e la classe politica. Ma non ha mai rifiutato la democrazia come sistema.
Meglio un comico che un fascista
In effetti, gli europei moderni sembrano più propensi a reagire ai momenti difficili, votando per un comico piuttosto che per un fascista. Grillo non è un esempio isolato. In Islanda, la cui economia è stata devastata da una crisi finanziaria, gli elettori hanno optato per Jon Gnarr, un comico, come sindaco di Reykjavik, la capitale.
La capacità di un comico di coniugare la rabbia e l’umorismo funziona politicamente, quando le cose sembrano squallide. I comici possono anche formulare proposte non convenzionali che sovvertono la pomposità della politica. Grillo ha promesso di tagliare gli stipendi dei politici, rendere Internet più veloce e creare più piste ciclabili.
Le proposte di Grillo alla crisi economica nazionale dell’Italia suggeriscono una politica molto più radicale. Egli ha infatti parlato di fermare i pagamenti sull’enorme debito nazionale in Italia - e ha "flirtato" con l’idea di far uscire l’Italia dall’euro. La maggior parte dei politici tradizionali considera queste idee come un brutto scherzo. Ma, a meno che non si riuscirà a trovare una via d’uscita che sembra più attraente di altri cinque anni di austerità, il signor Grillo e i suoi imitatori potrebbero avere l’ultima risata in Italia.
Traduzione italiana a cura di Erika Di Dio. Fonte: Financial Times
05 marzo 2013
Sala fumatori , aeroporto di Dubai
E' una piccola stanzetta, vicino alla porta d'imbarco 201, terminal 1 dell'incredibile aeroporto di Dubai.
La saletta e' una specie di camera a gas visto che il condizionatore d'aria funziona male. Ma questo si sa e' per spingere la gente ad andare a fumare e bere e dunque spendere soldi nei vari bar e ristoranti all'interno dei terminal.
Mi siedo sul banco, accendo la mia sigaretta, e mi guardo intorno. Due arabi, un paio di filippini, un indiano, 3 africani (di quelli incazzati neri...)
Dopo 5 minuti arriva una comitiva di italiani, viaggi del turchese...
Tutti o quasi vestiti uguali, con quel misto idiota radical chic italiano che vuol fare il figo all'estero, cioe' tod's, kefiah, gilet safari.
Due entrano nella sala.
Lei, voce alta, guardandosi intorno: "Finalmente una sigaretta stavo per morire"
Lui, voce altissima: "ma qui si muore. E' mai possibile"
Lei: "Che schifo e' tutto sporco"
Lui: "Aspetto che apro la porta"
E infatti si avvicina alla porta della stanzetta e la spalanca tenendola aperta con il piede.
Lei: " Ma io non c'e la faccio. Vado fuori a fumare"
I nostri eroi escono e si mettono tutti e due a fumare fuori dalla sala.
Dopo trenta secondi arrivano le guardie che molto gentilmente invitano i nostri due compari a tornare nella sala fumatori
Loro tentano in un inglese dubbioso di negoziare. Due o tre amici cominciano ad intromettersi, tutti a parlare, i toni si accendono, volano insulti (in dialetto chiaramente...), arrivano altre guardie. Il caos.
Finalmente i nostri due fumatori rientrano nella sala. E appena le guardie se ne vanno, escono di nuovo e con quella faccia di chi si crede cosi figo, si rimettono a fumare.
Volevo intervenire poi mi sono accorto che chiamavono il mio volo per tornare a casa.
Non so perche' quando mi chiesero il passaporto prima dell'imbarco, mi sono un po' vergognato di mostrarlo....
La saletta e' una specie di camera a gas visto che il condizionatore d'aria funziona male. Ma questo si sa e' per spingere la gente ad andare a fumare e bere e dunque spendere soldi nei vari bar e ristoranti all'interno dei terminal.
Mi siedo sul banco, accendo la mia sigaretta, e mi guardo intorno. Due arabi, un paio di filippini, un indiano, 3 africani (di quelli incazzati neri...)
Dopo 5 minuti arriva una comitiva di italiani, viaggi del turchese...
Tutti o quasi vestiti uguali, con quel misto idiota radical chic italiano che vuol fare il figo all'estero, cioe' tod's, kefiah, gilet safari.
Due entrano nella sala.
Lei, voce alta, guardandosi intorno: "Finalmente una sigaretta stavo per morire"
Lui, voce altissima: "ma qui si muore. E' mai possibile"
Lei: "Che schifo e' tutto sporco"
Lui: "Aspetto che apro la porta"
E infatti si avvicina alla porta della stanzetta e la spalanca tenendola aperta con il piede.
Lei: " Ma io non c'e la faccio. Vado fuori a fumare"
I nostri eroi escono e si mettono tutti e due a fumare fuori dalla sala.
Dopo trenta secondi arrivano le guardie che molto gentilmente invitano i nostri due compari a tornare nella sala fumatori
Loro tentano in un inglese dubbioso di negoziare. Due o tre amici cominciano ad intromettersi, tutti a parlare, i toni si accendono, volano insulti (in dialetto chiaramente...), arrivano altre guardie. Il caos.
Finalmente i nostri due fumatori rientrano nella sala. E appena le guardie se ne vanno, escono di nuovo e con quella faccia di chi si crede cosi figo, si rimettono a fumare.
Volevo intervenire poi mi sono accorto che chiamavono il mio volo per tornare a casa.
Non so perche' quando mi chiesero il passaporto prima dell'imbarco, mi sono un po' vergognato di mostrarlo....
Il caos del voto all'estero
A prescindere i brogli che sono ormai cosa saputa. Basta pagare e vieni eletto. E comunque nelle ambasciate e consolati nel mondo e' puro caos. Ho visto centinaia di schede in una stanza e qualsiasi funzionario poteva entrare e riempirle con il nome di un candidato. Il sistema e' semplicemente medievale e facilita i brogli.
I sinistri sono i grandi specialisti e non per niente ogni volta vengono eletti, e guarda caso tutti i Senatori eletti quest'anno sono del PD (e del partito Monti per l'Italia.)
Chiaramente le procure non indagano. Fosse stato il contrario, avrebbero gia' annullato i voti.
Ma poi il sistema che obbliga il voto per posta. In Sud Africa durante il periodo delle votazioni, le poste erano in sciopero. Sui 25,500 plichi elettorali spediti, solo 4,318 sono pervenuti ai vari Consolati e all'Ambasciata di Pretoria.
Siccome poi il PDL e' il partito che ha preso piu' voti (1,983 sui 4,318) avremmo sicuramente potuto mandare un rappresentante a Roma.
In America Latina poi non ne parliamo.
Scandaloso!
I sinistri sono i grandi specialisti e non per niente ogni volta vengono eletti, e guarda caso tutti i Senatori eletti quest'anno sono del PD (e del partito Monti per l'Italia.)
Chiaramente le procure non indagano. Fosse stato il contrario, avrebbero gia' annullato i voti.
Ma poi il sistema che obbliga il voto per posta. In Sud Africa durante il periodo delle votazioni, le poste erano in sciopero. Sui 25,500 plichi elettorali spediti, solo 4,318 sono pervenuti ai vari Consolati e all'Ambasciata di Pretoria.
Siccome poi il PDL e' il partito che ha preso piu' voti (1,983 sui 4,318) avremmo sicuramente potuto mandare un rappresentante a Roma.
In America Latina poi non ne parliamo.
Scandaloso!
Falso vescovo tenta di entrare nel Conclave

Si chiama Ralph Napierski (a sinistra con il cappello nella foto) e ha detto ai giornalisti che il suo nome era "Basilius" Ha poi dichiarato che apparteneva alla Chiesa Ortodossa italiana.
Un sito web associato a Napierski lo descrive come un prete di Corpus Dei, un gruppo cattolico che rintraccia le sue radici al patriarca di Babilonia....
Conclave: falso vescovo tenta di entrare in Vaticano Le Guardie Svizzere hanno allontanato l'uomo
Roma - Questa mattina nell'Aula Nuova del Sinodo, il cardinale Angelo Sodano, ha dichiarato aperta la prima delle Congregazioni generali: momenti di dialogo e confronto in vista dell'elezione ai quali devono partecipare tutti i cardinali non legittimamente impediti, anche se agli ultraottantenni è concessa la facoltà di non essere presenti.
Alla lettera di convocazione inviata il primo marzo ha risposto presentandosi anche un falso cardinale. Se ne sono accorte solo le Guardie Svizzere quando stamattina un uomo ha tentato di entrare in Vaticano vestendosi da vescovo.
Il travestimento non era perfetto tanto che al posto della fascia il "folle" si era messo una sciarpa e anche la croce che portava al collo era completamente diversa da quella indossata dagli altri cardinali. L'uomo è stato immediatamente allontanato mentre nessuno dei cardinali che stavano entrando in San Pietro si è accorto di quanto stava succedendo.
Voceditalia
Principi ben radicati
Finalmente la
giostra della campagna elettorale ha terminato i suoi giri: ora entriamo nella
giostra post elettorale e l’andamento non è molto diverso, comunque
stucchevole, anche se gli attori protagonisti, pur fra molte papere, non ci
lesinano una buona dose di “suspense” (in italiano, per il pubblico incolto,
“attesa ansiosa”).
A guidare il
carosello per la necessaria costituzione di un governo è naturalmente la
coalizione che non ha vinto ma è arrivata prima: il centrosinistra. Il suo
leader, l’onorevole Pierluigi Bersani, detto “il bettoliere” per essere
originario di Bettola, in provincia di Piacenza, che purtroppo gli ha negato la
fiducia, è uomo di indefettibili e ben radicati principi. Conscio di essere un
illuminato esponente della sinistra, memore della sua democratica vittoria sul
“rottamatore” Matteo Renzi, che predicava il rinnovo delle persone e delle
strategie del partito, ha pubblicamente dichiarato che non esiste alcuna
possibilità che il PD (noi vorremmo aggiungere “valoroso erede del PCI di
togliattiana memoria”) possa cercare un’intesa con il centro destra al fine di
costituire un governo di unità nazionale che realizzi almeno qualcuno dei
provvedimenti che figurano nel programma di ambedue i partiti, in attesa di consultare
nuovamente gli elettori per chiedere un mandato più preciso e meno variegato.
Piuttosto che
rinunciare alla propria ideologia anti destra (la destra è formata secondo lui
solo da evasori, ladri, puttanieri, affamatori del popolo, ed imbecilli), preferisce
cercare l’appoggio del gruppo 5 stelle, il cui dichiarato intento è quello di
distruggere e mandare a casa i partiti tradizionali e soprattutto i politici di
professione. La cosa non appare molto logica, ma tant’è. Ciò che si presta a
deprimenti considerazioni è il fatto che evidentemente il Bersani mira a
strappare al movimento di Grillo alcuni di coloro che sono stati eletti nelle
liste grilline. Se poi c’è da fidarsi, per governare, di soggetti
dichiaratamente volubili e voltagabbana è affar suo.
Quanto alla
preconcetta esclusione di ogni possibile accordo con il centrodestra, liberale,
populista eccetera, vale la pena di ricordare che l’URSS, per vincere la
guerra, non esitò ad allearsi con gli USA, di ideologia assolutamente
antitetica, salvo riprendere l’ostilità a guerra terminata e vinta. E’ questo
forse l’unico punto in cui la condotta di Bersani si discosta dagli
insegnamenti assorbiti in gioventù. Dopo tutto, è un uomo libero, e sa
sbagliare e fare sciocchezze anche da solo…
Il Bertoldo
La salute dell' economia italiana e' peggiorata dai tempi di Mussolini

Articolo su Zero Hedge e Bloomberg.
Il debito pubblico italiano è saltato nel 2012 al 127% del PIL dal 120,8 di un anno prima.
Come nota Bloomberg questa percentuale è il massimo dai tempi in cui Mussolini vinse il 64% dei voti...
Nei 120 anni dal 1860 al 1980 la percentuale di debito pubblico che è stata monetizzata è il 53%. Addirittura del 1861 al 1913 questa percentuale è stata l'82% cioè quasi tutto il deficit lo si è finanziato stampando moneta, alla faccia del Gold Standard.
Negli anni del "Miracolo Economico" italiano del 1960-1969, la "quota di deficit statale finanziato tramite il canale del Tesoro" era del 62% (pagina 125, tabella 4.4, colonna 3...). Adesso quanto è la quota di deficit pubblico monetizzata ? zero.
E' per questo che allora abbiamo avuto il miracolo economico e oggi abbiamo la Depressione. La quota monetizzata si è abbassata al 53% alla fine nel periodo 1861-1980 perchè durante il fascismo invece si smette di far finanziare al Tesoro il deficit pubblico, lo si finanzia con le tasse e si punta a ridurre i deficit (a differenza del nazismo il fascismo in politica monetaria era ortodosso essendo andato anche al potere in un periodo economico favorevole e non durante la Depressione come Hitler.) Il fascismo è stato deflazionista e il risultato è stato che se si guarda la performance economica dal 1922 al 1940 dell'Italia, è stata peggiore di quella prima della Grande Guerra e dopo la II guerra mondiale.
Mussolini si era messo nelle mani dei banchieri dato che non capiva queste cose e nessuno del suo entourage aveva nozioni economiche. Il duce pensava che lo stato forte doveva avere la moneta forte e un deficit dello stato era sinonimo di debolezza per cui il fascismo doveva avere pareggio di bilancio, cioè i banchieri se lo intortarono, a differenza di Hitler per il quale erano tutti ebrei e che aveva con se degli economisti eterodossi come Feder ecc...)
In ogni caso la maggioranza del debito pubblico nei primi 120 anni di storia italiana è stato pagato stampando moneta ("monetizzandolo"). Anche alla fine dell'800 ai tempi della moneta convertibile in oro lo stato italiano periodicamente si faceva comprare dalla Banca d'Italia i titoli.
Ma questo è vero in tutti i paesi del mondo: i deficit pubblici sono sempre stati finanziati in parte stampando moneta e in parte facendo erodere il debito pubblico dall'inflazione, cioè non pagando di fatto interessi (in termini REALI). Se oggi l'inflazione fosse il 5% e i BTP a 10 anni pagassero il 3% in pratica lo stato non pagherebbe interessi e non ci sarebbe problema!
Non è mai successo che si cercasse di ripagare il debito pubblico a forza di tasse come ora raccontano.....
Franco G.
04 marzo 2013
01 marzo 2013
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