21 marzo 2009
20 marzo 2009
Demagogia leghista
La Lega, che ha indubbiamente avuto molti meriti, soprattutto sul piano amministrativo locale, ed ha di conseguenza raccolto molti consensi specialmente nel Nord sembra avere l’intenzione di svolgere nella maggioranza lo stesso ruolo che Di Pietro svolge all’opposizione: il partito minore della coalizione aspira a condizionare il comportamento di tutto il gruppo. Purtroppo non tutte le iniziative leghiste appaiono razionali ed adatte alla attuale situazione del paese. Facciamo alcuni esempi per chiarire il concetto.
Il programma del centro destra prevedeva l’abolizione delle province e di cento altre istituzioni del tutto inutili, come per fare un solo esempio le comunità montane, al fine di razionalizzare l’organizzazione pubblica e di realizzare consistenti risparmi. Una volta ottenuta la maggioranza nel Parlamento e quindi il mandato a governare, la coalizione di centro destra si è trovata di fronte al deciso veto della Lega, che evidentemente teme di perdere tutta una serie di centri di potere territoriale, ed anzi non si oppone al proliferare del numero delle province stesse.
Altro esempio illuminante è quello della lotta all’immigrazione clandestina. Tutti possono essere d’accordo nel constatare che ormai l’Italia è diventata il paese di Bengodi per tutti i disgraziati - non sempre dotati di coscienze illibate – del terzo mondo, e che sarebbe opportuno che si trovasse un modo di porre un argine all’invasione, tenendo comunque ben presente il fatto che molti degli immigrati più turbolenti provengono proprio da paesi appartenenti all’UE, e quindi di difficile espulsione.
La richiesta di istituire il reato di immigrazione clandestina, che a prima vista potrebbe sembrare un rimedio – anche se non solo gli stranieri clandestini, ma anche quelli regolari così come molti cittadini italiani contravvengono regolarmente alle norma del codice penale e quindi la proposta può avere effetto solo se si sarà capaci di dimostrare che il deterrente della criminalizzazione funziona, cosa che appare molto improbabile – si urta tuttavia con molte difficoltà pratiche.
Per esempio, quale sarebbe la posizione delle organizzazioni di soccorso – Capitanerie, Guardia di Finanza, eccetera - che soccorrono in mare le imbarcazioni cariche di clandestini (se non lo fossero arriverebbero con i mezzi normali, navi, aerei e quant’altro) e le rimorchiano in porti italiani: sarebbero da considerare favoreggiatori? Ed i clandestini così salvati dovrebbero essere tutti processati uno per uno? Con la velocità dei nostri procedimenti giudiziari, le possibilità di ricorso, le sottigliezze degli avvocati eccetera essi avrebbero tutto il tempo di invecchiare serenamente nel nostro paese.
Come si vede la Lega, che in molti comuni da essa amministrati è riuscita nel lodevole intento di integrare perfettamente gli stranieri immigrati, di qualunque colore essi siano, non sa resistere alla tentazione della demagogia spicciola, alla ricerca di nuovi consensi che le assicurino un posto preminenete nella coalizione di cui fa parte. Torto del PDL è quello di accettare, per motivi puramente contingenti, questi condizionamenti che non fanno bene né all’attuale maggioranza né soprattutto al paese.
Il Bertoldo
Il programma del centro destra prevedeva l’abolizione delle province e di cento altre istituzioni del tutto inutili, come per fare un solo esempio le comunità montane, al fine di razionalizzare l’organizzazione pubblica e di realizzare consistenti risparmi. Una volta ottenuta la maggioranza nel Parlamento e quindi il mandato a governare, la coalizione di centro destra si è trovata di fronte al deciso veto della Lega, che evidentemente teme di perdere tutta una serie di centri di potere territoriale, ed anzi non si oppone al proliferare del numero delle province stesse.
Altro esempio illuminante è quello della lotta all’immigrazione clandestina. Tutti possono essere d’accordo nel constatare che ormai l’Italia è diventata il paese di Bengodi per tutti i disgraziati - non sempre dotati di coscienze illibate – del terzo mondo, e che sarebbe opportuno che si trovasse un modo di porre un argine all’invasione, tenendo comunque ben presente il fatto che molti degli immigrati più turbolenti provengono proprio da paesi appartenenti all’UE, e quindi di difficile espulsione.
La richiesta di istituire il reato di immigrazione clandestina, che a prima vista potrebbe sembrare un rimedio – anche se non solo gli stranieri clandestini, ma anche quelli regolari così come molti cittadini italiani contravvengono regolarmente alle norma del codice penale e quindi la proposta può avere effetto solo se si sarà capaci di dimostrare che il deterrente della criminalizzazione funziona, cosa che appare molto improbabile – si urta tuttavia con molte difficoltà pratiche.
Per esempio, quale sarebbe la posizione delle organizzazioni di soccorso – Capitanerie, Guardia di Finanza, eccetera - che soccorrono in mare le imbarcazioni cariche di clandestini (se non lo fossero arriverebbero con i mezzi normali, navi, aerei e quant’altro) e le rimorchiano in porti italiani: sarebbero da considerare favoreggiatori? Ed i clandestini così salvati dovrebbero essere tutti processati uno per uno? Con la velocità dei nostri procedimenti giudiziari, le possibilità di ricorso, le sottigliezze degli avvocati eccetera essi avrebbero tutto il tempo di invecchiare serenamente nel nostro paese.
Come si vede la Lega, che in molti comuni da essa amministrati è riuscita nel lodevole intento di integrare perfettamente gli stranieri immigrati, di qualunque colore essi siano, non sa resistere alla tentazione della demagogia spicciola, alla ricerca di nuovi consensi che le assicurino un posto preminenete nella coalizione di cui fa parte. Torto del PDL è quello di accettare, per motivi puramente contingenti, questi condizionamenti che non fanno bene né all’attuale maggioranza né soprattutto al paese.
Il Bertoldo
Cina aumenta pattuglie marittime nel mar Cinese meridionale
Una notizia che suscita grande nervosismo nei paesi del Sud Est Asiatico.Con la mancanza di una strategia chiara da parte dell'amministrazione Obama, e quasi tutti i paesi della zona praticamente prosternati davanti al colosso economico, i cinesi ne approfittano.
Pericoloso anche perche' questo vuole dire chiudere una zona strategica alle forze navali americane.
To watch.
Quando Putin lavorava per il KGB

Scoperta una foto di Putin quando lavorava per il KGB, dove lo si vede "travestito" da turista durante la visita di Ronald Reagan in Unione Sovietica nel 1988.
Blogger iraniano muore in prigione
E' morto Omid Mir Sayafi, il giovane blogger iraniano che aveva osato "criticare" l'Ayatollah Ali KhameneiLa notizia QUI
Per carita' apriamo un dialogo con questa nazione di retrogradi!!
In difesa del Papa
Un commento ricevuto che pubblico. Effettivamente, spiegato cosi....
Gli anglicani possono aspettare...
"Permettimi di non essere d’accordo con la tua presa di posizione cosi categorica contro le parole del Papa. Infatti mi sembra che anche tu ti sia basato sulle superficiali distorsioni delle parole del Papa effettuate dai media e accompagnate dalle grida scandalizzate del “politically correct”.
In realtà il Papa ha detto cose perfettamente condivisibili trattandosi, non dimentichiamolo, di un problema sociale che coinvolge la parte del mondo, (diciamocelo chiaro e tondo senza la ipocrisia appunto del “polically correct”), piu’ “selvaggia”e retrogada.
In sostanza ha fatto tre affermazioni “civilissime”:
- la gestione responsabile della sessualità. Guardiamo la realtà in faccia: si tratta di paesi dove la promiscuità è a livello animale con la normalità di incesti, stupri, violenze di ogni genere.Quindi il Papa ribadisce il concetto, che dovrebbe essere condiviso da tutti, del rispetto di alcune norme che sono alla base della cultura delle società progredite e “sane”. Quindi la morale come la civiltà che ci distingue dagli animali.
- l’uso sbagliato del preservativo. Il Papa ha solo sottilineato il tremendo pericolo di una profilassi utilizzata alla leggera e che può anzi aumentare il propagarsi di contagi. Se rileggi le sue parole, si è guardato bene dal dare un giudizio morale. L’OMS (non il Bollettino dell’Ordine delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria) ha accertato che, per ragioni sociologiche ambientali, le condizioni in cui avvengono le relazioni sessuali, unite alla speciale attitudine “fisica” e al comportamento impulsivo che caratterizza la maggioranza delle persone che vivono in certe regioni subsahariane, rendono quasi inutile l’uso del profilattico. Anzi, la miseria, l’ignoranza e la mancanza delle più elementari precauzioni igieniche fanno del preservativo, spesso utilizzato più volte da chi ha avuto la possibilità di disporne, uno strumento di contagio efficientissimo anche perchè accompagnato dall’illusione di una immunità che non esiste. Hai capito cosa voleva dire il Papa? Voleva dire: se volete, insegnamo loro a utilizzare bene tutti i mezzi profilattici ma contemporaneamente educhiamo quegli animaletti a comportarsi come uomini, diamo loro, prima di tutto, i principi morali del vivere sociale.
- la misericordia attiva per i malati di AIDS: un solo esempio. Ho conosciuto a Treviso un missionario “razza Piave”, prete medico laureato a Padova alla mia epoca, che era appena ritornato dall’Uganda dove dirigeva un Ospedale per malati di AIDS. Durante una operazione d’urgenza è stato infettato da un portatore e lui, cosciente che ormai era condannato, ne parlava con una serenità disarmante e una umiltà da uomo con le palle al posto giusto. Questi sono i veri eroi che nessuno riconosce: è lui che mi ha spiegato, con dettagli da bravo veneto, la tremenda pericolosità del preservativo usato male e preso come alibi dalle persone benpensanti che non hanno però il coraggio di abbracciare i malati infetti...."
Gli anglicani possono aspettare...
"Permettimi di non essere d’accordo con la tua presa di posizione cosi categorica contro le parole del Papa. Infatti mi sembra che anche tu ti sia basato sulle superficiali distorsioni delle parole del Papa effettuate dai media e accompagnate dalle grida scandalizzate del “politically correct”.
In realtà il Papa ha detto cose perfettamente condivisibili trattandosi, non dimentichiamolo, di un problema sociale che coinvolge la parte del mondo, (diciamocelo chiaro e tondo senza la ipocrisia appunto del “polically correct”), piu’ “selvaggia”e retrogada.
In sostanza ha fatto tre affermazioni “civilissime”:
- la gestione responsabile della sessualità. Guardiamo la realtà in faccia: si tratta di paesi dove la promiscuità è a livello animale con la normalità di incesti, stupri, violenze di ogni genere.Quindi il Papa ribadisce il concetto, che dovrebbe essere condiviso da tutti, del rispetto di alcune norme che sono alla base della cultura delle società progredite e “sane”. Quindi la morale come la civiltà che ci distingue dagli animali.
- l’uso sbagliato del preservativo. Il Papa ha solo sottilineato il tremendo pericolo di una profilassi utilizzata alla leggera e che può anzi aumentare il propagarsi di contagi. Se rileggi le sue parole, si è guardato bene dal dare un giudizio morale. L’OMS (non il Bollettino dell’Ordine delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria) ha accertato che, per ragioni sociologiche ambientali, le condizioni in cui avvengono le relazioni sessuali, unite alla speciale attitudine “fisica” e al comportamento impulsivo che caratterizza la maggioranza delle persone che vivono in certe regioni subsahariane, rendono quasi inutile l’uso del profilattico. Anzi, la miseria, l’ignoranza e la mancanza delle più elementari precauzioni igieniche fanno del preservativo, spesso utilizzato più volte da chi ha avuto la possibilità di disporne, uno strumento di contagio efficientissimo anche perchè accompagnato dall’illusione di una immunità che non esiste. Hai capito cosa voleva dire il Papa? Voleva dire: se volete, insegnamo loro a utilizzare bene tutti i mezzi profilattici ma contemporaneamente educhiamo quegli animaletti a comportarsi come uomini, diamo loro, prima di tutto, i principi morali del vivere sociale.
- la misericordia attiva per i malati di AIDS: un solo esempio. Ho conosciuto a Treviso un missionario “razza Piave”, prete medico laureato a Padova alla mia epoca, che era appena ritornato dall’Uganda dove dirigeva un Ospedale per malati di AIDS. Durante una operazione d’urgenza è stato infettato da un portatore e lui, cosciente che ormai era condannato, ne parlava con una serenità disarmante e una umiltà da uomo con le palle al posto giusto. Questi sono i veri eroi che nessuno riconosce: è lui che mi ha spiegato, con dettagli da bravo veneto, la tremenda pericolosità del preservativo usato male e preso come alibi dalle persone benpensanti che non hanno però il coraggio di abbracciare i malati infetti...."
19 marzo 2009
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