13 gennaio 2010

Un po' di musica...

Consiglio a tutti di comprare il nuovo CD dei Vampire Weekend , "Contra" . Spettacolare.

Meno tasse?

Il Presidente del Consiglio, terminata la convalescenza dopo la nota aggressione, ha ripreso le sue funzioni ed in tale occasione ha formalmente dichiarato che entro l’anno si dovrebbero completare due importanti riforme: la riforma della giustizia – sia attraverso modifiche alla Costituzione, sia mediante leggi normali – e la riforma del fisco. Sulla questione giustizia si è già scatenata da tempo la cagnara delle opposizioni che ritengono la magistratura sacra ed inviolabile e comunque sostengono che ogni tentativo di razionalizzare e sveltire l’attività giudiziaria sia un provvedimento “ad personam” (come è ormai invalso dire) e quindi da respingere senza nemmeno sapere in cosa consista.
Sulla questione fiscale il Presidente del Consiglio si è spinto a dichiarare che il suo obbiettivo è quello di ridurre il carico fiscale diretto, in particolare attraverso l’introduzione di due sole aliquote, del 23 e del 33 percento, sui redditi dichiarati. E qui si è avuta, da parte delle opposizioni e della CGIL, una reazione che dal punto di vista logico è del tutto assurda, ma che rientra bene nella loro mentalità di dire no a tutto ciò che viene proposto dall’attuale maggioranza. Infatti, di fronte ad un progetto di riduzione del prelievo fiscale, che gioverebbe soprattutto ai lavoratori dipendenti costretti a dichiarare integralmente i propri redditi, c’è stato un sinistro coro generale di rifiuto e di riprovazione, con la scusa che si trattava di un provvedimento assolutamente demagogico. Fortunatamente non si è detto – almeno per ora – che si tratta solo di un provvedimento tendente a far pagare meno tasse a Berlusconi stesso.
Va detto che questo atteggiamento, apparentemente anomalo, risponde bene non solo all’odio manifestato di continuo nei confronti del Premier, ma soprattutto alla mentalità ormai inveterata delle sinistre. Infatti la loro concezione economica, chiaramente di ispirazione sovietica, vede nello stato l’unico proprietario di tutto ciò che esiste o si produce nel paese, e quindi l’unico ente che abbia il diritto di stabilire cosa farne. D’altra parte, una delle idee fisse del sinistrismo è che il reddito prodotto debba essere redistribuito, ovviamente secondo criteri del tutto arbitrari ed insindacabili; ne consegue che uno degli obbiettivi fondamentali sia quello di rendere più poveri i ricchi. (non dimentichiamo che tempo fa Massimo D’Alema dichiarò pubblicamente che il suo augurio era di vedere Berlusconi ridotto in miseria), esclusi naturalmente gli “amici”.
D’altra parte nel lessico della sinistra il significato della parola “redistribuzione” è molto simile a quello di “parassitismo” nel linguaggio comune. Infatti lo stato “prende” non solo agli individui ricchi – che spesso sono quelli che più producono e creano più posti di lavoro – ma anche alle regioni più attive per distribuire alle regioni inefficienti, per mantenere sterminate legioni di dipendenti pubblici e di politicanti locali, per sussidiare finti invalidi, per mandare in pensione di anzianità o di vecchiaia persone ancora perfettamente valide, per alimentare con fondi pubblici, e quindi di spettanza dei cittadini attivi, aziende decotte ma protette dai sindacati, e simili indecenti comportamenti.
Da quanto detto si deduce che, dal punto di vista delle sinistre e della CGIL, il sindacato più integralista, la possibilità che si riesca a ridurre il prelievo sui redditi costituisce una inaccettabile stortura, e non importa se per il rifiuto della proposta debbano soffrire soprattutto i lavoratori: l’importante è che non si cambi nulla (tutti ricordano che il precedente ministro dell’economia del governo di sinistra, Tomaso Padoa Schioppa, ebbe a dichiarare che “le tasse sono una cosa bellissima”) nella impostazione punitiva del fisco.
Il Bertoldo

11 gennaio 2010

Intervento del Ministro Michel Daerden al Senato belga...Ubriaco di felicita'

Farpaitement!

Scienziati: Iniziata era glaciale

Preparatevi al Global Cooling.
Secondo alcuni scienzati e' iniziata una nuova era di freddo che durera' dai 20 ai 30 anni.
Leggi l'articolo QUI

Politici

Due amici s'incontrano dopo anni, uno dall'aspetto normale, l'altro ben vestito con auto di lusso.
"Pero' che carriera! Ma come hai fatto?"
"Sono entrato in politica"
"Ma si diventa cosi ricchi?"
"Ma sai, sono il responsabile della costruzione di un'autostrada nel Sud; Progetto molto moderno, 3 corsie, spartitraffico a siepe ecc... Poi in realta' ho pensato che di corsie ne bastavano due... La siepe, se anche c'era... Insomma, alla fine sono avanzati due milioni e sai come vanno questa cose..."
"Capisco"
Anni dopo i due si reincontrano. Il secondo e' diventato ricchissimo, auto lussuosissima, autista, portaborse, ecc...
"Ma come hai fatto?"
"Ho seguito il tuo consiglio e sono entrato in politica anch'io. Ma andiamo a casa mia cosi ne parliamo meglio"
Arivano alla villa, enorme, campi di tennis, piscina...
"Veramente bello, ma in che campo della politica sei entrato?"
"Anch'io mi occupo di autostrade. Vieni alla finestra. La vedi quell'autostrada laggiu', 4 corsie?"
"No, veramente non la vedo"
"Appunto"

Ha nevicato in Florida!

E' tutta colpa del riscaldamento globale...

Lavoro nero e lavoro negro


Nei giorni scorsi, e sono continuati per qualche tempo, sono avvenuti in Calabria, a Rosarno, dei fatti estremamente preoccupanti. Una manifestazione di protesta dei numerosi immigrati, per lo più clandestini, che vivono e lavorano nella zona è degenerata in un conflitto armato, con l’intervento delle forze di polizia, che ha provocato circa una trentina di feriti. Si è assistito ad episodi di caccia all’immigrato, con relativi pestaggi, ed alla fine l’autorità preposta al mantenimento dell’ordine pubblico non ha trovato altra soluzione che trasferire gli immigrati stessi in altre località, in particolare a Crotone ed in Puglia.
Quanto avvenuto si presta a tutta una serie di considerazioni, che toccano vari argomenti, non solo di carattere politico ma soprattutto di costume.
Innanzi tutto conviene ricordare l’incosciente leggerezza con cui è sempre stato trattato a tutti i livelli il problema degli immigranti clandestini. Il consentire a delle masse di diseredati di installarsi senza alcun controllo nel nostro paese ha provocato la creazione di nuclei di potenziali schiavi o di potenziali delinquenti. Quando la densità di questi poveracci raggiunge certi livelli è inevitabile che da un lato essi siano portati a protestare – dato il loro numero e le loro condizioni di vita – e dall’altro si favorisce il nascere di sentimenti di intolleranza, razzisti e xenofobi, fra i cittadini che si vedono costretti a convivere con loro. Solo un controllo stretto degli arrivi e della loro regolarità può porre le condizioni per una pacifica convivenza ed integrazione.
Una seconda riflessione si impone e si riferisce alle condizioni di vita a cui questi immigrati sono sottoposti: trattandosi di irregolari si ritiene che essi possano essere sfruttati e maltrattati senza problemi: lavoro durissimo, paghe miserabili, nessuna protezione sociale, alloggi indecenti e fatiscenti. Guai a chi protesta, altrimenti intervengono punizioni anche corporali ed eventualmente l’espulsione, cosa che essi temono più di ogni altra.
Quello che merita particolare attenzione è il fatto che le regioni meridionali, ed in particolare la Calabria, soffrono di una altissima percentuale di disoccupati: perché, in queste condizioni, si deve ricorrere all’importazione di manodopera straniera? Evidentemente perché i tipi di lavoro disponibili non sono graditi ai giovani del posto, più portati all’impiego pubblico, a vita e non controllato. Ma che il lavoro disponibile debba essere svolto unicamente in barba a tutte le leggi è chiaramente un atteggiamento intollerabile.
Se si tratti di un problema di carattere culturale o più probabilmente della presenza della malavita organizzata non tocca a noi stabilirlo. Ciò che è inaccettabile è che le istituzioni preposte all’osservanza delle leggi di ogni tipo siano così pigre ed assenti: magistratura, forze dell’ordine, sindacati, enti previdenziali, fisco. Per quale motivo, a fronte di una diffusa e ben nota situazione di illegalità, le istituzioni siano del tutto inerti è un problema che dovrà essere al più presto risolto se non dalle istituzioni locali, spesso coinvolte in fatti non propriamente limpidi, per lo meno dal governo centrale.
Un’ultima osservazione vale la pena di fare. La propensione di buona parte delle popolazioni locali al piagnisteo per la mancanza o l’insufficienza di “posti” di comodo, di prebende, di aiuti nazionali in relazione alle richieste, in definitiva la tendenza a vivere in modo parassitario, sia a carico dello stato che a carico degli “schiavi” – che tuttavia sono sgraditi quando si permettono di protestare - e la conseguente tendenza alla pigrizia, alla mancanza di iniziativa, sono certamente alla base delle condizioni di estremo sottosviluppo delle regioni meridionali.
Purtroppo le istituzioni nazionali, ovviamente influenzate dalla massiccia presenza di esponenti meridionali, continuano a far finta di considerare giustificate le lamentele delle regioni del sud, oltre a tutto inquinate dalla massiccia presenza di potenti organizzazioni criminali, e continuano da oltre mezzo secolo a frenare lo sviluppo del paese sottraendo alle regioni più dinamiche i mezzi necessari a vivacizzare l’economia nazionale ed a riportarla al livello che le spetterebbe in Europa e nel mondo.
Il Bertoldo

09 gennaio 2010

Niente maialini per la McDonald (per non offendere i musulmani)


Il gigante del fast food McDonald ha suscitato una polemica a Singapore con la sua decisione di ommettere il carattere del maiale dalla sua ultima promozione per il Nuovo Anno Cinese.
Il maialino, doveva fare parte del set di 12 peluche della serie giapponese Doraemon, e rappresentativi dei segni zodiacali cinesi.
Intanto in Malesia, gruppi radicali musulmani hanno bruciato alcune chiese cattoliche dopo una sentenza dell'Alta Corte che permette ai cristiani di usare la parola Allah.

08 gennaio 2010

Prima le scarpe, adesso le mutande?


Il recente tentativo da parte di un terrorista di farsi saltare in aria con una bomba nelle mutande, ha portato alla luce le lacune dei controlli di sicurezza negli aeroporti.
La soluzione ci sarebbe: Fare come in fanno gli israeliani. Prima dell'imbarco, intervistare ogni passeggero con metodi psicologici. Poi profilo culturale. Chi viene dai paesi del Medio Oriente, passa immediatamente a controlli piu rigidi. Nudi, nei body scanners e dito nel culo tanto per essere sicuri!
E pensare che c'e' ancora chi protesta per l'utilizzo dei body scanners. Privacy violata dicono questi ipocriti.
Quando sei in un aereo a 39,000 piedi, sai dove la metti la privacy?
Maledetti, bisogna massacrarli tutti!

07 gennaio 2010

Anno Nuovo Cose Vecchie

E’ terminato il 2009 ed è iniziato il 2010, ma tutto continua come prima. In fondo dobbiamo riconoscere che il nostro paese gode di una stabilità ammirabile: sempre i soliti discorsi, le solite polemiche, le solite notizie, le solite inadeguatezze, il solito antiberlusconismo, le solite fronde. Quando avremo il piacere di vedere realizzato il vecchio adagio “anno nuovo vita nuova”?
E’ certamente molto triste e deprimente, ma vale la pena di citare alcune delle costanti della vita italiana, politica e non, tanto per non dimenticare.
A fine anno, come ormai è consuetudine, il Presidente Napolitano ha pronunciato il solito discorso augurale. Le cose che ha detto le ripete ormai da molto tempo, tanto che viene il sospetto che i suoi interventi siano stati registrati una volta per tutte, tanto per non sovraccaricare di lavoro e di tensione l’illustre vegliardo. Ancora una volta ha ripetuto che sono necessarie “le riforme” – come del resto ripetono monotonamente tutti – senza che sia mai stato precisato di quali riforme si tratti e come il nuovo corso dovrebbe essere indirizzato.
Ha anche invitato – udite, udite – i partiti politici a lasciare da parte le polemiche inutili ed ispirate dall’odio, ed ha auspicato una collaborazione fattiva fra maggioranza ed opposizione. Tutte cose nuovissime, mai sentite prima d’ora, e che scivoleranno via nella più totale indifferenza. Ciò non toglie che il suo intervento sia stato lodato da quasi tutti coloro che si guarderanno bene dal mettere in pratica le sue esortazioni. Unica voce fuori dal coro quella del solito ex questurino che non si è trattenuto dal definire insignificante ed inadeguato il discorso del Presidente. Lui sì che saprebbe dare una svolta al paese…
Altra costante che non è mancata neppure quest’anno le bordate a palle incatenate delle opposizioni contro Berlusconi, reo di tutte le infamie, dal suo travestimento da serpente per indurre Eva a mangiare il frutto proibito fino alla collaborazione con la mafia ed all’organizzazione di sanguinosi attentati terroristici.
L’unica variante rispetto all’invito lanciato da più parti ad uccidere il Presidente del Consiglio è stata l’uscita dell’onorevole (europeo e quindi protetto dall’immunità parlamentare negata ai suoi pari membri del Parlamento italiano) De Magistris, notoriamente un bonario moderato alieno da ogni ricerca di pubblicità, che ha invitato il Premier ad andare in esilio, promettendogli in cambio l’immunità nei confronti dei suoi innumerevoli delitti. Sembra quindi che egli, fedele alle più antiche tradizioni della nostra civiltà, voglia risuscitare l’antica pratica dell’ostracismo o, se si preferisce, del medievale bando nei confronti delle persone non gradite. Del resto tutto ciò ha una sua logica: chi viene messo al bando diventa un bandito, e chi più bandito del Cavaliere?
C’è infine da rilevare una novità rispetto all’inizio dell’anno ormai terminato: la feroce polemica del Presidente della Camera Gianfranco Fini nei confronti del direttore de “Il Giornale” Vittorio Feltri, reo di aver paragonato l’ex fascista all’ex questurino Di Pietro per certi suoi comportamenti nei confronti del patrimonio dell’ex partito Alleanza Nazionale, simili a quanto fatto a suo tempo dal leader dell’Italia dei Valori. L’ex segretario di AN è giunto a richiedere l’esonero di Feltri dal suo incarico di direttore del quotidiano: tutto ciò in funzione della strenua difesa della libertà di stampa, ed in fondo per portare argomenti a quanto asserito dalle opposizioni secondo cui non esiste libertà di stampa in Italia, grazie alla rigida censura esercitata dalla maggioranza. Non dimentichiamo che Fini è il numero due del Popolo della Libertà, e quindi influente membro della maggioranza così pesantemente accusata dalla opposizione.
Esaminando il comportamento del Presidente della Camera dei Deputati, che da tempo flirta in modo fin troppo evidente con l’opposizione, forse nella speranza che la propria collaborazione verso le sinistre sia prima o poi ricompensata degnamente, viene il sospetto che non si tratti di una semplice arrabbiatura da parte di un personaggio piuttosto suscettibile e permaloso, ma che anche questa polemica rientri nel disegno di compiacere le opposizioni: se riuscisse nel suo intento di infiacchire il più influente degli organi di stampa favorevoli alla maggioranza, potrebbe lasciare il centro destra sguarnito sul piano dei mezzi di comunicazione e quindi renderebbe un prezioso servizio ai suoi nuovi amici.
Per il resto, in questo passaggio fra il vecchio ed il nuovo anno, le solite cose. Lunghi servizi sul freddo ed il maltempo tanto strani in inverno, la solita mala sanità, le solite sospensioni di servizi per le cadute di neve tanto imprevedibili in questa stagione, le minacce terroristiche, gli abituali e cretini provvedimenti per non urtare i musulmani (niente presepi, niente croci, niente Natale, niente Gesù Bambini, niente Re Magi, luminarie con mezzelune, feste della luce e simili piacevolezze). Il fatto che ciò possa urtare i cristiani è del tutto irrilevante.
In queste condizioni, possiamo sperare che l’anno nuovo porti finalmente qualcosa di nuovo? I dubbi sono autorizzati.
Il Bertoldo