14 agosto 2009

Il Bertoldo: Moratorie

Su invito pressante del governo, nei giorni scorsi si è giunti ad un accordo quadro fra l’associazione bancaria e la Confindustria per una parziale moratoria, per alcuni mesi, nei confronti di alcuni clienti delle banche stesse. Tale moratoria, su base per ora del tutto volontaria, dovrebbe contribuire a mettere a disposizione dell’economia nuove liquidità e quindi a favorire almeno parzialmente la ripresa. Molte critiche sono state fatte da più parti al testo messo a punto dai contraenti, e non è il caso di riprendere il discorso.
Quello che invece ci preme mettere in evidenza, e che non ci sembra sia stato rilevato dai vari commentatori, è il fatto che lo stato, da parte sua, si è da sempre avvalso di una moratoria coercitiva nei confronti dei propri creditori, siano essi contribuenti che si siano trovati a versare più del dovuto, siano invece fornitori di beni e servizi, ponendo in tal modo un serio ostacolo al regolare svolgimento dell’attività economica del paese.
E’ evidentemente del tutto immorale che lo Stato, sempre implacabile nei confronti di chiunque non assolve puntualmente ai propri doveri di contribuente, sia così distratto ed inadempiente nei confronti degli stessi contribuenti che, per errore o per varie coincidenze, si sono trovati a versare più del dovuto o nei confronti dei propri fornitori. Ed a questo proposito sono assolutamente ridicole e penose le giustificazioni portate, tutte centrate su problemi burocratici e difficoltà operative.
Noi siamo sempre stati convinti che in uno Stato decente e che si proclami democratico ci deve essere un’assoluta simmetria fra le obbligazioni del cittadino e quelle dello Stato: se non si ammette per il contribuente alcuna attenuante per motivi burocratici, questi motivi non possono essere invocati dallo Stato per giustificare le proprie inadempienze. Tanto più che i problemi burocratici ed organizzativi cui accenna regolarmente l’amministrazione pubblica sono provocati dallo Stato stesso, e quindi sta allo Stato risolverli.
In secondo luogo questa situazione significa, nella sostanza, che lo Stato ha prelevato e non vuole restituire somme che nessuna legge lo ha autorizzato a prelevare : In realtà, si è di fatto aumentata la pressione fiscale in aperta violazione delle leggi esistenti e che, in questo preciso settore, debbono essere decise dal Parlamento e non dall’incompetenza, inerzia se non dalla malizia degli organi esecutivi.
Infine, e questo ci sembra l’aspetto più grave di tutta la vicenda, soprattutto in un momento come l’attuale caratterizzato da un serio ristagno economico e da un elevato tasso di disoccupazione, la mancata restituzione di fondi illegalmente trattenuti costituisce un intollerabile sequestro, di fatto, di mezzi finanziari di proprietà dei cittadini, e più precisamente delle categorie imprenditoriali e produttrici. Questi mezzi, che se restituiti ai legittimi proprietari, potrebbero costituire un valido incentivo alla programmazione di nuovi investimenti, e quindi contribuirebbero certamente ad alleviare il problema dell’occupazione, vengono bloccati e sterilizzati per comodità del Governo, che in tal modo può annunciare, falsamente, di aver raggiunto dei risultati in termini di indebitamento e di deficit pubblico che lo mettano in buona luce sia sul piano interno che su quello internazionale.
Il Bertoldo

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