24 marzo 2011

Incoscienza

In queste ultime settimane il mondo è stato scosso da due avvenimenti eccezionali, del tutto indipendenti l’uno dall’altro: l’immane catastrofe naturale che ha colpito il Giappone ed i movimenti rivoluzionari in Africa Settentrionale (e non solo) culminati con la guerra di Libia. Tutti i cosiddetti mass media ne parlano diffusamente ed in continuazione. Per quanto riguarda il Giappone si parla ormai meno dei danni causati dal terremoto e successivo tsunami e sempre più dei pericoli legati ai danni subiti da una centrale nucleare ed all’eventualità di fughe radioattive.
L’interesse per quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo in Africa Settentrionale si sta ormai concentrando sulla guerra civile e sull’intervento militare in Libia. Una guerra combattuta con le armi fa evidentemente più clamore e suscita ovviamente più interesse di altre forme di presa di un potere che potrebbe rivelarsi altrettanto se non più dispotico di quello di Gheddafi e compagni. Ed in questo caso dobbiamo citare le varie organizzazioni islamiche integraliste, prima fra tutte i Fratelli Musulmani, pronti ad approfittare di ogni occasione per cercare di mettere le mani sul potere – e sul petrolio che a quei paesi è strettamente legato -: si tratterebbe insomma di riprendere il vecchio progetto imperialista islamico, già sconfitto in Spagna con la “reconquista” e poi a Lepanto e sotto Vienna nel 16°e 17° secolo.
Ma non è di queste due diverse emergenze che vogliamo occuparci. Ciò che ci preoccupa, per quanto riguarda il nostro paese, è l’emergenza energetica che da quegli avvenimenti potrebbe presentarsi. Come è noto l’Italia dipende per circa l’80% del proprio consumo energetico da fonti estere, essenzialmente petrolio e gas, oltre alle forti importazioni di energia elettrica dai paesi vicini, energia per lo più prodotta da impianti nucleari esistenti presso le nostre frontiere. La quota di autonomia nazionale del 20% è costituita da energie rinnovabili: idroelettrica per il 16%, geotermica ed altro per il 4/5%.
Le importazioni dalla Libia rappresentano il 26% del petrolio ed il 13% del gas complessivamente importati. E’ quindi chiaro che una situazione di prolungati disordini o l’installazione di un regime a noi ostile potrebbe provocare seri problemi ai nostri approvvigionamenti energetici. Peraltro noi non siamo in grado di supplire a queste eventuali carenze per la miope politica energetica seguita da decenni. Noi , a seguito di un referendum mal proposto e peggio interpretato, siamo privi di centrali nucleari, ma non siamo affatto esenti dai pericoli eventuali che esse potrebbero presentare, in quanto ne abbiamo numerose ai nostri confini. Adesso, con l’allarmismo prodotto dai guasti ad una centrale nucleare giapponese, non sembra che ci sia un ambiente favorevole alla costruzione di centrali di questo tipo, anche se adesso le tecnologie relative sono molto più avanzate e sicure che in precedenza.
D’altra parte, per motivi sedicenti ecologici, si è impedita la costruzione di impianti di rigassificazione, che ci avrebbero permesso di approvvigionarci di gas in qualunque parte del mondo, qualora si creassero problemi con i gasdotti che ci riforniscono. Infine esiste se non un veto una fortissima contrarietà alla costruzione di termovalorizzatori che consentirebbero la produzione di energia elettrica, acqua calda per il riscaldamento domestico ed eviterebbero lo spreco di centinaia di ettari di buona terra per la costruzione di discariche, con il corollario dello sviluppo di parassiti di ogni genere e di inquinamento delle falde acquifere.
In compenso si favorisce in modo esagerato l’installazione di centrali eoliche, la cui produttività nel nostro paese è pressoché trascurabile, mentre l’impatto sul paesaggio – il tanto vantato paesaggio italiano – è assolutamente devastante. Ed inoltre, con esagerati incentivi finanziati dai consumatori si incoraggia l’installazione di impianti o addirittura di centrali per la produzione di energia solare. L’efficienza di questi impianti è tutta da verificare, il loro costo esagerato, l’inquinamento generato dalla produzione dei componenti molto elevato, ma si continua a finanziarne la costruzione, in taluni casi con il sospetto di corruzioni, truffe ed altre malversazioni.
Il nostro parere è che, sia pure con ritardo, si dovrebbe dare il via rapidamente alla costruzione di centrali nucleari dell’ultima generazione, anche per ridurre la nostra dipendenza da fonti politicamente inaffidabili e troppo spesso incivili situate in buona parte in paesi nemici dell’occidente che essi sfruttano solo per motivi economici. Tale soluzione potrebbe non essere quella definitiva, ma consentirebbe di guadagnare il tempo necessario alla ricerca e messa a punto di altre fonti.
Contemporaneamente si dovrebbe dedicare buona parte dei finanziamenti oggi destinati alle cosiddette fonti alternative (solare ed eolico) alla ricerca di nuove forme, più redditizie e con maggior produttività, di sfruttamento delle illimitate fonti di energia che la natura ci offre. Non dimentichiamo che la maggior fonte di sfruttamento dell’energia solare è data dagli impianti idroelettrici che sfruttano il ciclo dell’acqua (evaporazione, nubi, precipitazione di pioggia e neve) e la forza di gravità. Ed una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta al settore geotermico, data la ben nota caratteristica di zone vulcaniche di numerose regioni del nostro paese.
Se invece si continua con l’abituale sistema del “sì, forse, però verifichiamo meglio, non bisogna affrettarsi”, e simili sciocchezze perditempo ed a giustificazione della congenita incapacità di agire, perderemo il treno un’altra volta.
Il Bertoldo

2 commenti:

Rainbow Warrior ha detto...

Se l'idea tua e del Bertoldo è di investire sul nucleare per ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili estere state dicendo una sciocchezza immane, e vi spiego perchè: l'unica forma di energia che puoi produrre col nucleare è solo quella elettrica, mentre la parte maggioritaria delle importazioni di gas e petrolio va agli impianti di riscaldamento ed ai veicoli terrestri. Quindi ammesso che si facciano le centrali e queste riescano miracolosamente a coprire tutto il fabbisogno elettrico italiano continueremmo comunque a dover importare quantità ingenti di fossili, a meno di non spendere un altro patrimonio per convertire caldaie ed auto in elettrico.

Tutto ciò senza contare i costi di realizzazione delle centrali (che non ci verranno regalate ma le pagheremo con un ulteriore aumento in bolletta), la nuova dipendenza che avremo da un'altra fonte energetica in esaurimento, l'uranio (che mi risulti non ce ne sono giacimenti in italia, e quelli attualmente conosciuti sono stimati bastare ai reattori esistenti per 20 forse 30 anni) e che avremo centrali che producono molte più scorie di quelle che già abbiamo (e che ancora non sappiamo come smaltire).

Rainbow Warrior ha detto...

PS: a proposito della nostra "dipendenza dal nucleare estero" se ti vai a fare un giro sul sito del GSE scoprirai che la quota parte di energia totale dovuta alle centrali estere è pari all'1.5% (puoi controllare qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/25/leggende-nucleari-tutta-la-verita-sulfabbisogno-energetico-nazionale/100027/)
In buona parte è energia importata di notte, in quanto essendo le centrali scarsamente regolabili (non si possono spegnere e riavviare) i gestori elettrici stranieri preferiscono svendere l'energia prodotta piuttosto che immetterla nella rete nazionale e sprecarla non essendoci nessuno ad utilizzarla.