05 ottobre 2011

Malcostume,mezzo gaudio

Sono ormai note anche ai non addetti ai lavori, grazie ad una campagna propagandistica di imponenti dimensioni, le abitudini private “disinvolte” del Presidente del Consiglio.
Su questi costumi disinibiti si sono avventate torme di moralisti di ogni genere con effetti in qualche caso decisamente paradossali quando non addirittura comici.

La prima ad interessarsi e a dare pubblicità alla cosa è stata ovviamente quella parte della magistratura che lascia in libertà torme di stupratori e pedofili, ma si indigna per il supposto uso di cosiddette “escort” da parte del Cavaliere. A ruota hanno seguito tanti difensori quando fa comodo a loro - della assoluta libertà sessuale e del diritto della donna a disporre del proprio corpo come meglio crede, e che – a proposito di corruzione minorile – hanno addirittura proposto l’installazione di distributori automatici di preservativi nelle scuole, immaginiamo per motivi di studio e per favorire la ricerca, cardine dello sviluppo nazionale.

Infine si è interessata della cosa la Chiesa, nella persona del Presidente della CEI, che, fedele alla propria abitudine di dire le cose senza scoprirsi troppo (infatti non ha mai esplicitamente citato Berlusconi, pur accennandovi in modo fin troppo evidente) ha lungamente disquisito sulla necessità che la vita pubblica sia riportata su binari di moralità per non svilire il buon nome del paese. Naturalmente è risaltato fuori il solito tic di considerare che l’unico comportamento biasimevole sia quello sessuale fra uomo e donna. Quanto a certe altre abitudini di sessualità abnorme e disgustosa (per chi non lo avesse capito ci riferiamo soprattutto ma non solo alla pedofilia) non se ne è parlato, forse perché sono rare le intercettazioni negli ambienti che le praticano.

Sarebbe opportuno a questo punto che tutti i severi censori, laici o ecclesiastici, spuntati fuori in questa circostanza prendessero coscienza che il malcostume che essi così severamente condannano non può limitarsi a questioni interessanti, in privato, la metà inferiore del nostro corpo, ma va ben oltre. Corruzione e concussione, voto di scambio, spreco di risorse pubbliche, favoritismi e parassitismi, imbrogli di vario genere rivestono ben altra gravità e sono portatori di ben altri danni al benessere ed alla dignità del paese che non le rilassate abitudini del Premier – comuni del resto a milioni di altri cittadini,maschi e femmine-.
Sarebbe opportuno e doveroso che, quando si parla di malcostume, si citassero innanzitutto questi fenomeni e non solo quelli relativi alla sfera sessuale. I “sistemi” Sesto o Sanità pugliese, le spericolate operazioni della Banca Vaticana a favore di evasori e riciclatori, l’acquiescenza di tanti, magistrati e custodi dell’ordine compresi, nei confronti della malavita organizzata o non, la severità dello Stato nell’esigere i suoi crediti e la rilassatezza nel far fronte ai propri impegni e tanti simili comportamenti sono a nostro avviso ben più gravi e dannosi.

Ma queste forme di malcostume sono troppo diffuse in ogni strato della popolazione e quindi anche presso i severi censori per essere oggetto di segnalazione e deplorazione. Parafrasando un vecchio detto, si può ben dire “Malcostume, grande gaudio”.
Il Bertoldo

1 commento:

minnanon ha detto...

Questa battuta la fece Totò in un suo vecchio film