13 giugno 2013

Domande

Domenica e lunedì scorsi si sono svolti i ballottaggi delle elezioni amministrative in molti comuni d’Italia, fra i quali il più atteso era quello di Roma. Com’è noto nella maggior parte dei comuni ha vinto, talvolta con largo margine, il candidato delle sinistre, mentre il PDL ha fatto una ben magra figura ed il Movimento 5 Stelle è quasi scomparso. Non stiamo a commentare come e perché si siano registrati questi risultati in netta controtendenza rispetto alle elezioni politiche di pochi mesi fa: bastano le più o meno fantasiose e spesso molto sottili interpretazioni dei più (o meno?) accreditati commentatori politici.
Tuttavia un dato salta agli occhi: in questa ultima tornata elettorale ha votato meno del 50% degli elettori aventi diritto: A Roma si è addirittura toccato il 45% degli elettori. Il candidato vittorioso, il PD Ignazio Marino, ha ottenuto il 64% dei suffragi ossia è stato eletto sindaco della capitale da meno del 30% degli elettori romani.  Nulla da obiettare su questo risultato, assolutamente conforme alla legge. Anche in occasione delle ultime elezioni politiche votò – per la Camera – il 75% degli elettori. La coalizione di sinistra ebbe il 29,5% dei voti, ossia fu votata dal 22,5% degli elettori, ed ottenne il 54% dei seggi. Anche in questo caso non c’è niente da eccepire, trattandosi di procedure assolutamente conformi alle leggi, anche se, in quest’ultimo caso, sembrano leggi un po’ strane.
La domanda che ci poniamo, dopo aver preso atto dei risultati delle ultime elezioni amministrative, è di genere del tutto diverso. Se è consentito che amministratori e governanti possano essere eletti anche se gli elettori che hanno partecipato alla votazione sono meno della metà degli aventi diritto – ritenendo in tal modo che il popolo “sovrano” abbia anche così espresso la propria volontà, dato che chi non ha votato è perché non ha opinione in proposito ed accetta qualunque decisione – perché non si adotta lo stesso criterio per i referendum, abolendo lo sbarramento del quorum del 50%?

Ed a proposito di referendum, perché sono escluse dalla possibilità che il “popolo sovrano” esprima la propria volontà due materie  che lo toccano e lo coinvolgono direttamente come la materia fiscale ed i trattati internazionali? Si accetta il referendum su questioni altamente tecniche che solo pochi conoscono e non quando si decide di spennare il cittadino? Naturalmente fatto salvo il fatto che comunque le decisioni assunte per referendum sono normalmente disattese se non sono gradite alle “caste” politica, burocratica e giudiziaria.
Il Bertoldo

Il nuovo social network per chi desidera cambiare vita e per chi lo ha già fatto


Dettagli QUI

12 giugno 2013

PirlaPia



Caro Pisapia, spiegaci il divieto del gelato di notte. 

Le ridicole ordinanze di un sindaco dal  cervello congelato

Sintesi


Pasolini scruta perplesso un giovanissimo Veltroni che guarda altrove.. sintesi degi ultimi quarant’anni di sinistra italiana

(via FalceMartello)

11 giugno 2013

Speranze Vane

Uno dei chiodi fissi delle sinistre e movimenti assimilati è da moltissimo tempo come escludere dalla vita politica italiana Silvio Berlusconi. Visto che non sono praticamente mai riusciti in modo convincente a batterlo attraverso le normali elezioni, ed anzi il “nemico” si è dimostrato capace di incredibili recuperi anche quando sembrava ormai spacciato, da tempo si cerca di eliminarlo per via giudiziaria. Il procedimento sembra perfettamente il linea con l’appellativo “democratico” che figura nella sigla del partito, evidente riferimento al concetto di democrazia utilizzato in molti paesi “diversamente democratici”: “Repubblica Democratica Tedesca”, “Repubblica Democratica del Congo” e simili.
Tuttavia, malgrado l’imponente numero di procedimenti penali cui il nostro è stato sottoposto, finora sono state emesse a suo carico solo un paio di condanne, in primo grado, riferite od al motivo tanto caro alle sinistre “non poteva non sapere” (di solito valido solo per gli avversari) oppure a questioni di moralità privata senza alcuna rilevanza penale effettiva.
Pensa e ripensa si è quindi escogitato un altro marchingegno per eliminare dalla vita politica l’odiato avversario: stabilirne l’ineleggibilità in base ad una legge di oltre cinquant’anni fa. L’idea è parsa subito molto attraente e numerosi sono coloro che pensano di avere così trovato la quadratura del cerchio. Ma a nostro avviso si tratta solo di una speranza. Ammesso che il Parlamento decreti che Silvio Berlusconi è ineleggibile non per ciò dovrà astenersi dallo svolgere attività politica. Abbiamo già un esempio estremamente significativo: Beppe Grillo, che non aspira affatto ad essere eletto, è riuscito in non molto tempo ad ottenere un evidente successo alle elezioni politiche, classificandosi come il primo partito italiano.
In definitiva si può tranquillamente affermare che il proporre l’ineleggibilità di Berlusconi, che non è certo che possa venire approvata, non potrà eliminarlo dalla vita politica: quello che conta, per vincere in politica, è il carisma e non c’è dubbio che il carisma del leader del PDL sia alquanto superiore a quello di Bersani, Rosy Bindi, D’Alema e compagni messi assieme.
 Il Bertoldo

10 giugno 2013

Confusione voluta

Da prima delle ultime elezioni l’argomento principe di molti dibattiti, comizi, programmi di partiti ha riguardato l’IMU. E’ indispensabile toglierla proclamano alcuni, almeno sulla prima casa, al fine di lasciare maggiori mezzi finanziari alle famiglie e così incrementare i consumi, senza i quali non ci può essere ripresa.
 No, bisogna lasciarla, eventualmente modulandola diversamente, proclamano altri, per consentire di alleggerire le imposte sul lavoro e così, solo così, potremo avere sul serio una ripresa dell’economia.
Si sono svolte le elezioni, si sono persi due mesi per mettere insieme un governo che riunisce gli uni e gli altri, il governo è in carica ormai da più di un mese, ma nulla è stato finora fatto in questo campo. Per il momento si è solo sospeso il pagamento della prima casa – sospeso, si badi bene, non annullato – e nient’altro. Frattanto continuano le polemiche sull’argomento: non ci sono i soldi, ma sì, si possono trovare e tutti a dire la loro, sempre senza alcun costrutto.
Senza entrare in polemica, ma solo per cercare di chiarirci le idee, cerchiamo di capire cosa c’è negli argomenti degli uni e degli altri. Innanzitutto pensiamo che la denominazione di questa legge sia già da sola inventata per trarre in inganno la gente: una Imposta Comunale Unica non sembra una definizione corretta per ben due motivi. In primis, una cospicua quota del gettito non va ai comuni ma allo stato centrale. E poi oltre all’IMU i comuni riscuotono la TARES: perché quindi “comunale” e “unica”? Spunta nuovamente qui l’inveterata abitudine dei politici e dei burocrati di battezzare le nuove tasse con nomi che evochino solidarietà: vedere le accise sui carburanti che si intitolano ai vari terremoti, inondazioni, sciagure che hanno funestato l’Italia e che continuano anche dopo che l’emergenza è passata. Parafrasando il divino poeta, si tratta della solita “estorsione fiscal che mai non resta”.
In secondo luogo c’è una diatriba se si tratti di una imposta patrimoniale. A noi sembra che sia sì una imposta patrimoniale, ma con ben due maggiori difetti. Essa si applica solo sul patrimonio investito in immobili, lasciando da parte tutti quei mezzi investiti in titoli (compresi quelli di stato) o in altro modo. E poi colpisce il valore lordo dell’immobile, senza tener conto dei gravami che incidono su di esso: mutui e finanziamenti vari, per cui il patrimonio effettivamente impegnato dal cittadino è quasi sempre inferiore al valore del bene immobile.
Ma ci sono anche altre caratteristiche. Per esempio da parte di alcuni si propone di esentare una quota fissa di imposta: chi dice trecento, chi propende per cinque o sei cento euro. Tutto bene, se non fosse che i comuni hanno una certa libertà nella fissazione delle aliquote, per cui un’esenzione poniamo di 500 euro ha un peso ben diverso se l’aliquota è, pur nei limiti, più  o meno alta.
C’è poi che, con intuito assolutamente innovativo, propone di legare la tassazione non solo al valore dell’immobile, ma anche al reddito dichiarato dal proprietario. In questo modo si otterrebbe non solo un’inedita contaminazione fra imposta patrimoniale ed imposta sui redditi, ma si favorirebbero, anche su questo fronte, gli evasori, che si dichiara continuamente di voler strenuamente combattere. Infatti chi dichiara un basso reddito, magari barando, verrebbe beneficato.
Per concludere: se c’è bisogno di quattrini, lo si dica apertamente e non si cerchino sotterfugi penosi, mettendo anche di mezzo i comuni o le disgrazie nazionali (alle disgrazie e sciagure provocate dall’insipienza, voracità e parassitismo politici non risulta che si intitolino nuovi prelievi fiscali). I comuni dovrebbero disporre di proprie risorse esclusive di cui rendere conto ai propri cittadini, e senza più trasferimenti dallo stato. Un po’ di chiarezza e trasparenza non guasterebbe proprio.
Il Bertoldo 


09 giugno 2013

Volo Singapore-Londra: La colazione e' servita...sul soffitto!



Un aereo airbus A380 della Singapore Airlines in rotta verso Londra ha incontrato una fortissima turbolenza sorvolando l'oceano indiano.
Le foto.
Non oso immaginare gli odori in cabina....

Singapore regola internet. Obbligo di licenza ai siti. Protestano i bloggers



Le nuove regole stabiliscono che siano sottoposti all’obbligo di licenza tutti i siti che hanno mensilmente almeno 50.000 visitatori singaporeani e che pubblichino settimanalmente almeno una notizia di carattere locale per un periodo di due mesi. Davanti alla reazione del movimento, le autorità hanno chiesto di valutare con attenzione se, nella pratica, le nuove regole siano davvero uno strumento che limita la libertà di espressione
La notizia

04 giugno 2013

Fantasia


Tutto si può dire dei nostri uomini (e donne) politici, salvo che difettino di fantasia. E spesso le loro originali anche se non sempre felici intuizioni possono dare origine ad idee nuove del tutto inedite. Gli esempi che si possono fare sono innumerevoli, ma ne citeremo un paio molto recenti e che forse sono sfuggiti all’attenzione, generale.
Per citare un paio di esempi recentissimi, il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, riteniamo al fine di incrementare i consumi e di conseguenza la produzione e quindi l’occupazione, problema numero uno dell’attuale situazione di crisi, intenderebbe proporre la chiusura degli esercizi commerciali il sabato. La ricetta ci sembra molto originale: chi ha un lavoro e quindi dispone di un reddito, sia pur modesto, non potrà utilizzare il giorno libero del sabato per effettuare i propri acquisti. Chi invece è senza lavoro e quindi dispone di molto tempo libero, potrà utilizzare liberamente i giorni di apertura dei negozi per non spendere i soldi che non ha.
Altro esempio. Il ministro dell’Integrazione, on. Cécile Kyenge, ha recentemente  dichiarato, a proposito delle leggi sull’immigrazione clandestina, che è lecito non osservare le leggi ingiuste. Chi poi possa stabilire se una legge è giusta o ingiusta non l’ha precisato. A questo proposito vale la pena di svolgere alcune considerazioni.
Al momento di assumere la carica di ministro, l’on. Kyenge ha giurato di rispettare la Costituzione, naturalmente quella dello stato italiano. Ora la Costituzione più bella del mondo, al suo articolo 3 stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Quindi, se è lecito non osservare le leggi ingiuste, e la decisione se una legge è giusta o ingiusta spetta al singolo cittadino, è possibile stabilire che le leggi fiscali, tanto per fare un esempio, sono ingiuste e pertanto si possono violare senza conseguenze?
Oppure le leggi legano solo i cittadini, e quindi i clandestini che non sono (ancora) cittadini italiani possono ignorarle liberamente? O infine l’unica persona abilitata a stabilire se una legge è giusta o ingiusta è forse il ministro dell’integrazione?  Come si può constatare l’on. Kyenge si è perfettamente integrata alle più deplorevoli usanze della nostra politica: parlare a ruota libera senza preoccuparsi di ciò che si dice.
E’ chiaro che la creatività dei nostri rappresentanti è stupefacente e non conosce limiti. In particolare va notato che, quando assumono l’incarico di ministro, essi ritengono normale formulare un proprio programma di governo, normalmente molto fantasioso, incuranti del programma annunciato dal Premier ed espressamente approvato con il voto di fiducia.
Il Bertoldo

Yes!


Miami 99
Indiana 76

Rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertragungsgesetz


La parola, che tradotta in italiano significa "la legge sul trasferimento delle obbligazioni di sorveglianza dell’etichettatura della carne bovina", ha smesso di esistere.
Per gli appassionati scrabble esistono comunque altre parole.
Kraftfahrzeug-Haftpflichtversicherung, Rechtsschutzversicherungsgesellschaften, Donaudampfschifffahrtsgesellschaftskapitän, Donaudampfschifffahrtsgesellschaftskapitänswitwe, Donaudampfschifffahrtskapitänsmütze e infine Donaudampfschifffahrtselektrizitätenhauptbetriebswerkbauunterbeamtengesellschaft.

La lista dei partecipanti alla Conferenza Bilderberg

Chairman
FRACastries, Henri deChairman and CEO, AXA Group
DEUAchleitner, Paul M.Chairman of the Supervisory Board, Deutsche Bank AG
DEUAckermann, JosefChairman of the Board, Zurich Insurance Group Ltd
GBRAgius, MarcusFormer Chairman, Barclays plc
GBRAlexander, HelenChairman, UBM plc
USAAltman, Roger C.Executive Chairman, Evercore Partners
FINApunen, MattiDirector, Finnish Business and Policy Forum EVA
USAAthey, SusanProfessor of Economics, Stanford Graduate School of Business
TURAydıntaşbaş, AslıColumnist, Milliyet Newspaper
TURBabacan, AliDeputy Prime Minister for Economic and Financial Affairs
GBRBalls, Edward M.Shadow Chancellor of the Exchequer
PRTBalsemão, Francisco PintoChairman and CEO, IMPRESA
FRABarré, NicolasManaging Editor, Les Echos
INTBarroso, José M. DurãoPresident, European Commission
FRABaverez, NicolasPartner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
FRABavinchove, Olivier deCommander, Eurocorps
GBRBell, JohnRegius Professor of Medicine, University of Oxford
ITABernabè, FrancoChairman and CEO, Telecom Italia S.p.A.
USABezos, JeffFounder and CEO, Amazon.com
SWEBildt, CarlMinister for Foreign Affairs
SWEBorg, AndersMinister for Finance
NLDBoxmeer, Jean François vanChairman of the Executive Board and CEO, Heineken N.V.
NORBrandtzæg, Svein RichardPresident and CEO, Norsk Hydro ASA
AUTBronner, OscarPublisher, Der Standard Medienwelt
GBRCarrington, PeterFormer Honorary Chairman, Bilderberg Meetings
ESPCebrián, Juan LuisExecutive Chairman, Grupo PRISA
CANClark, W. EdmundPresident and CEO, TD Bank Group
GBRClarke, KennethMember of Parliament
DNKCorydon, BjarneMinister of Finance
GBRCowper-Coles, SherardBusiness Development Director, International, BAE Systems plc
ITACucchiani, Enrico TommasoCEO, Intesa Sanpaolo SpA
BELDavignon, EtienneMinister of State; Former Chairman, Bilderberg Meetings
GBRDavis, IanSenior Partner Emeritus, McKinsey & Company
NLDDijkgraaf, Robbert H.Director and Leon Levy Professor, Institute for Advanced Study
TURDinçer, HalukPresident, Retail and Insurance Group, Sabancı Holding A.S.
GBRDudley, RobertGroup Chief Executive, BP plc
USAEberstadt, Nicholas N.Henry Wendt Chair in Political Economy, American Enterprise Institute
NOREide, Espen BarthMinister of Foreign Affairs
SWEEkholm, BörjePresident and CEO, Investor AB
DEUEnders, ThomasCEO, EADS
USAEvans, J. MichaelVice Chairman, Goldman Sachs & Co.
DNKFederspiel, UlrikExecutive Vice President, Haldor Topsøe A/S
USAFeldstein, Martin S.Professor of Economics, Harvard University; President Emeritus, NBER
FRAFillon, FrançoisFormer Prime Minister
USAFishman, Mark C.President, Novartis Institutes for BioMedical Research
GBRFlint, Douglas J.Group Chairman, HSBC Holdings plc
IRLGallagher, PaulSenior Counsel
USAGeithner, Timothy F.Former Secretary of the Treasury
USAGfoeller, MichaelPolitical Consultant
USAGraham, Donald E.Chairman and CEO, The Washington Post Company
DEUGrillo, UlrichCEO, Grillo-Werke AG
ITAGruber, LilliJournalist – Anchorwoman, La 7 TV
ESPGuindos, Luis deMinister of Economy and Competitiveness
GBRGulliver, StuartGroup Chief Executive, HSBC Holdings plc
CHEGutzwiller, FelixMember of the Swiss Council of States
NLDHalberstadt, VictorProfessor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary  General of Bilderberg Meetings
FINHeinonen, OlliSenior Fellow, Belfer Center for Science and International Affairs, Harvard Kennedy School of Government
GBRHenry, SimonCFO, Royal Dutch Shell plc
FRAHermelin, PaulChairman and CEO, Capgemini Group
ESPIsla, PabloChairman and CEO, Inditex Group
USAJacobs, Kenneth M.Chairman and CEO, Lazard
USAJohnson, James A.Chairman, Johnson Capital Partners
CHEJordan, Thomas J.Chairman of the Governing Board, Swiss National Bank
USAJordan, Jr., Vernon E.Managing Director, Lazard Freres & Co. LLC
USAKaplan, Robert D.Chief Geopolitical Analyst, Stratfor
USAKarp, AlexFounder and CEO, Palantir Technologies
GBRKerr, JohnIndependent Member, House of Lords
USAKissinger, Henry A.Chairman, Kissinger Associates, Inc.
USAKleinfeld, KlausChairman and CEO, Alcoa
NLDKnot, Klaas H.W.President, De Nederlandsche Bank
TURKoç, Mustafa V.Chairman, Koç Holding A.S.
DEUKoch, RolandCEO, Bilfinger SE
USAKravis, Henry R.Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
USAKravis, Marie-JoséeSenior Fellow and Vice Chair, Hudson Institute
CHEKudelski, AndréChairman and CEO, Kudelski Group
GRCKyriacopoulos, UlyssesChairman, S&B Industrial Minerals S.A.
INTLagarde, ChristineManaging Director, International Monetary Fund
DEULauk, Kurt J.Chairman of the Economic Council to the CDU, Berlin
USALessig, LawrenceRoy L. Furman Professor of Law and Leadership, Harvard Law School; Director, Edmond J. Safra Center for Ethics, Harvard University
BELLeysen, ThomasChairman of the Board of Directors, KBC Group
DEULindner, ChristianParty Leader, Free Democratic Party (FDP NRW)
SWELöfven, StefanParty Leader, Social Democratic Party (SAP)
DEULöscher, PeterPresident and CEO, Siemens AG
GBRMandelson, PeterChairman, Global Counsel; Chairman, Lazard International
USAMathews, Jessica T.President, Carnegie Endowment for International Peace
CANMcKenna, FrankChair, Brookfield Asset Management
GBRMicklethwait, JohnEditor-in-Chief, The Economist
FRAMontbrial, Thierry dePresident, French Institute for International Relations
ITAMonti, MarioFormer Prime Minister
USAMundie, Craig J.Senior Advisor to the CEO, Microsoft Corporation
ITANagel, AlbertoCEO, Mediobanca
NLDNetherlands, H.R.H. Princess Beatrix of The
USANg, Andrew Y.Co-Founder, Coursera
FINOllila, JormaChairman, Royal Dutch Shell, plc
GBROmand, DavidVisiting Professor, King’s College London
GBROsborne, GeorgeChancellor of the Exchequer
USAOttolenghi, EmanueleSenior Fellow, Foundation for Defense of Democracies
TURÖzel, SoliSenior Lecturer, Kadir Has University; Columnist, Habertürk Newspaper
GRCPapahelas, AlexisExecutive Editor, Kathimerini Newspaper
TURPavey, ŞafakMember of Parliament (CHP)
FRAPécresse, ValérieMember of Parliament (UMP)
USAPerle, Richard N.Resident Fellow, American Enterprise Institute
USAPetraeus, David H.General, U.S. Army (Retired)
PRTPortas, PauloMinister of State and Foreign Affairs
CANPrichard, J. Robert S.Chair, Torys LLP
INTReding, VivianeVice President and Commissioner for Justice, Fundamental Rights and Citizenship, European Commission
CANReisman, Heather M.CEO, Indigo Books & Music Inc.
FRARey, HélèneProfessor of Economics, London Business School
GBRRobertson, SimonPartner, Robertson Robey Associates LLP; Deputy Chairman, HSBC Holdings
ITARocca, GianfeliceChairman,Techint Group
POLRostowski, JacekMinister of Finance and Deputy Prime Minister
USARubin, Robert E.Co-Chairman, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the Treasury
NLDRutte, MarkPrime Minister
AUTSchieder, AndreasState Secretary of Finance
USASchmidt, Eric E.Executive Chairman, Google Inc.
AUTScholten, RudolfMember of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
PRTSeguro, António JoséSecretary General, Socialist Party
FRASenard, Jean-DominiqueCEO, Michelin Group
NORSkogen Lund, KristinDirector General, Confederation of Norwegian Enterprise
USASlaughter, Anne-MarieBert G. Kerstetter ’66 University Professor of Politics and International Affairs, Princeton University
IRLSutherland, Peter D.Chairman, Goldman Sachs International
GBRTaylor, MartinFormer Chairman, Syngenta AG
INTThiam, TidjaneGroup CEO, Prudential plc
USAThiel, Peter A.President, Thiel Capital
USAThompson, Craig B.President and CEO, Memorial Sloan-Kettering Cancer Center
DNKTopsøe, Jakob HaldorPartner, AMBROX Capital A/S
FINUrpilainen, JuttaMinister of Finance
CHEVasella, Daniel L.Honorary Chairman, Novartis AG
GBRVoser, Peter R.CEO, Royal Dutch Shell plc
CANWall, BradPremier of Saskatchewan
SWEWallenberg, JacobChairman, Investor AB
USAWarsh, KevinDistinguished Visiting Fellow, The Hoover Institution, Stanford University
CANWeston, Galen G.Executive Chairman, Loblaw Companies Limited
GBRWilliams of Crosby, ShirleyMember, House of Lords
GBRWolf, Martin H.Chief Economics Commentator, The Financial Times
USAWolfensohn, James D.Chairman and CEO, Wolfensohn and Company
GBRWright, DavidVice Chairman, Barclays plc
INTZoellick, Robert B.Distinguished Visiting Fellow, Peterson Institute for International Economics
AUTAustriaINT      International
BELBelgiumIRL      Ireland
CANCanadaITA      Italy
CHESwitzerlandNLD    Netherlands
DEUGermanyNOR   Norway
DNKDenmarkPOL    Poland
ESPSpainPRT    Portugal
FINFinlandSWE   Sweden
FRAFranceTUR    Turkey
GBRGreat BritainUSA    United States of America

03 giugno 2013

Prese in giro

Nel 1993, su iniziativa del Partito Radicale, si tenne un referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. L’esito fu quasi plebiscitario: oltre il 90% dei votanti espresse voto favorevole e la norma relativa venne formalmente abolita.
Naturalmente, dato il caratteristico parassitismo che contraddistingue i partiti politici nostrani, la cosa fu accolta molto male dai soggetti interessati, e già nel dicembre dello stesso anno, disattendendo completamente la volontà popolare (“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, art. 1, 2° comma della costituzione più bella del mondo) fu varato un provvedimento che introduceva il “rimborso delle spese elettorali”.
Quanto tale legge, chiaramente fin troppo antidemocratica ed autoritaria, sia stata rispettata dai partiti è stato messo chiaramente in evidenza dalla Corte dei Conti. Dal 1994, data di entrata in vigore della nuova legge, fino al 2008 i “rimborsi” ammontarono a ben 2.253.612.233 euro a fronte di spese riconosciute per 579.004.383 euro: mancano all’appello solo per quel periodo ben 1.674.607.850 euro. Non esistono prove che il fenomeno sia cessato negli anni più recenti.
Da qualche tempo anche da parte di alcune parti politiche si esprime la necessità di abolire la norma che ha dato luogo a tanti abusi, che in minima parte la magistratura sta portando alla luce, soprattutto se vi sono coinvolti soggetti non appartenenti a correnti di sinistra. Il governo di ampia coalizione recentemente nominato ha fatto sua, almeno a parole, questa esigenza e si appresta a formulare proposte per la rimozione di questo scandalo.
Immediatamente da parte di alcuni esponenti del PD si è obiettato che l’adozione di provvedimenti nel senso indicato porterebbe all’immediato licenziamento di ben 180 dipendenti del partito, e ciò in un momento di grave crisi occupazionale. Chiaro l’autogol: cosa c’entrano i dipendenti “fissi” con il rimborso delle spese elettorali per loro natura episodiche?
Ma non andiamo meglio con le proposte che si affacciano in sede governativa. A parole si afferma che i partiti devono essere finanziati privatamente dai propri aderenti e simpatizzanti (la cosa già avviene largamente con l’enorme giro di tangenti e finanziamenti inconfessabili e per ciò stesso occulti), ma in realtà le proposte formulate vanno tutte nella direzione di addossare allo stato tutto o la maggior parte dell’onere.
Da un lato si propone di favorire il finanziamento privato, incoraggiandolo con una ampia quota di detraibilità fiscale. In questo modo tutta la parte dei contributi privati esclusa dalla tassazione comporta evidentemente una minore entrata erariale. Poi, in aggiunta od in alternativa, si vorrebbe proporre la destinazione di un 1 per mille ai partiti, analogamente a quanto già avviene con le aliquote dell’8 e del 5 per mille per altre istituzioni. Dato che questo 1 per mille verrebbe dallo stato pagato con le proprie entrate, non si vede cosa in realtà cambierebbe rispetto ad ora.
Se proprio si vuol disattendere la volontà popolare espressa nel referendum del 1993, non sarebbe meglio riportare il rimborso delle cosiddette spese elettorali alla sua vera natura: rimborso “a piè di lista” delle spese effettivamente sostenute e controllate dalla Corte dei Conti con la stessa occhiuta severità usata in molti altri casi. In fin dei conti, i partiti politici non sono altro che delle organizzazioni private.

Comunque si guardino le soluzioni che, più o meno ingegnosamente, si prospettano  da parte del governo o degli stessi partiti, viene in mente il vecchio detto: “se non è zuppa è ban bagnato”, alla faccia della tanto decantata sovranità popolare.
Il Bertoldo

01 giugno 2013

Statistiche

Frazione di Pioppo, comune di Monreale, provincia di Palermo, regione Sicilia.
2000 abitanti.
283 forestali.
Tanto per dare un'idea, il Canada, che e' il secondo piu' grande paese al mondo per superficie (la meta' coperta di foreste) e con una popolazione di 34 milioni di abitanti conta 4,700 forestali (Rangers.)

Niente piu' oppio?

"DIO C'È, È COMUNISTA E FEMMINA" 

Ma non sono tutti atei? La religione non e' l'oppio bla bla bla?