27 luglio 2006

Leggete e rabbrividite!

Ripropongo il documento della Fondazione Free, pubblicato da Libero del 19/7/2006, a cura dell’europarlamentare di Forza Italia Renato Bunetta e del senatore azzurro Giorgio Stracquadanio sul decreto Prodi-Visco-Bersani. Semplicemente allucinante.

Sapete cos’è un ossimoro? Non vi preoccupate, non è una nuova tassa o qualche odioso obbligo che il governo sta per rifilarvi. L’ossimoro è una figura retorica e consiste nell’accostamento di due termini in forte antitesi tra loro in modo da creare un originale contrasto, talvolta con sorprendenti effetti linguistici. Esempi di ossimoro sono "brivido caldo", "ghiaccio bollente", "lucida follia", "silenzio assordante", e così via. L’ossimoro di cui più si discute in queste settimane è "comunista liberalizzatore", un ossimoro che la storia non ha conosciuto e che, nonostante tutto quello che vi hanno raccontato sulla modernità del ministro Bersani e del suo decreto, non conoscerà nemmeno stavolta. Perché il famoso decreto Bersani, che va chiamato più correttamente Prodi-Visco- Bersani, non ha nulla di liberizzatore, ma ha molto di comunista, come d’altra parte il governo che lo ha approvato. Questo provvedimento, infatti, che ha eccitato gli animal spirits di professori che hanno scambiato i loro editoriali con i ben più inquietanti articoli di questo decreto legge, liberalizza poco o nulla, ma costituisce la via all’oppressione fiscale e burocratica e rappresenta uno dei più gravi attacchi alla libertà di impresa e alle libertà dei cittadini più in generale. Abilmente coperto con misure di apparente apertura dei mercati, che non producono alcun beneficio ai consumatori ma arrecano gravi danni al lavoro autonomo, il decreto Prodi-Visco-Bersani non è altro che la perversa combinazione di una riforma che trasforma il fisco in Stato di polizia tributaria e affossa la libertà di iniziativa economica, di una stangata contributiva con inasprimenti fiscali retroattivi e nuove gabelle e di un provvedimento che sottrae risorse a settori fondamentali come scuola, ricerca scientifica, giustizia, protezione civile.

RETROATTIVITÀ FISCALE
L’aspetto più grave del decreto è l’introduzione del principio di retroattività della norma fiscale, in aperta violazione delle norme di rango costituzionale. Il governo con questo decreto fa carta straccia dello Statuto del Contribuente, che stabilisce il principio secondo il quale ¬le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo» e viola l’articolo 11 delle preleggi, le disposizioni preliminari del Codice Civile, secondo il quale ¬la legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo». Il governo ha iniziato con misure retroattive che hanno colpito il settoreimmobiliare, ma lo ha fatto per costituire un precedente e aprire la strada a una stagione di legislazione retroattiva in materia fiscale che ha nel mirino gli obiettivi dichiarati dall’Unione in campagna elettorale: la reintroduzione dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni, l’inasprimento della tassazione sul risparmio e sulla proprietà della casa. Tutto i benefici fiscali che i cittadini hanno ricevuto negli ultimi cinque anni, visto che a Prodi e Visco non piacciono, potrebbero essere bellamente revocati con un tratto di penna. Prodi & C., infatti, non hanno commesso un errore tecnico, ma hanno semplicemente fatto capire cosa il governo intende quando dice - per bocca del ministro comunista Paolo Ferrero - che il deficit di bilancio dello Stato va ¬fatto pagare agli strati sociali che si sono arricchiti proprio sotto il governo Berlusconi ». Vendetta sociale.

LA TURBATIVA DEI MERCATI
Ma non è solo la filosofia di fondo del decreto ad essere una minaccia per le tasche degli italiani. Perché un danno grave questo decreto l’ha già provocato e si chiama turbativa dei mercati finanziari. L’11 luglio, nove giorni dopo il varo del decreto, il vice ministro dell’economia Visco dirama un comunicato con cui rende noto che il Governo, in base a nuove informazioni sugli effetti del decreto sul settore immobiliare, ha deciso di modificarlo. Lasciamo perdere il senso di responsabilità e dello Stato di un Governo che, ben nove giorni dopo l’emanazione di un decreto-legge, ne valuta gli effetti economici e assume informazioni. Dilettanti allo sbaraglio. Nonè infatti mai accaduto che un decreto- legge fiscale contenesse misure quotate circa un miliardo di euro e che in realtà, per gli effetti della sola normativa relativa al regime IVA per gli immobili e alla retroattività, comportino per le società immobiliari circa 1,5 miliardi di euro di esborso, per le società di leasing circa 15 miliardi di maggiori spese e per gli artigiani circa 8 miliardi di maggiore spesa fiscale. Inoltre gli effetti di questo decreto sul valore complessivo degli immobili aziendali, che è di circa 900 miliardi di euro, sono calcolabili nell’ordine del 10 per cento di deprezzamento. Conun solo tratto di penna del governo sono stati determinati effetti sui risparmiatori - i portatori di titoli immobiliari sono circa 500.000 nel nostro Paese - molto superiori ai crac Parmalat e Cirio. La Borsa, secondo gli operatori del settore, ha assistito in una sola settimana alla perdita di 1,4 miliardi di capitalizzazione delle società immobiliari. E allora non si tratta più di dilettanti, ma è lecito chiedersi se non ci si trovi di fronte a una ipotesi di reato di aggiotaggio. Ancora oggi, a distanza di una settimana, non è notoquale sarà il regime fiscale sugli immobili. Dunque la turbativa continua nella sprezzante indifferenza del governo.

STATO DI POLIZIA TRIBUTARIA
I guai non finiscono qui. Anzi sono appena iniziati. Perché il decreto Prodi-Visco- Bersani è ispirato dalla volontà di trasformare il pur malandato nostro Stato di diritto in uno Stato di polizia tributaria. L’evasione fiscale non viene contrastata secondo la via maestra della riduzione del peso dello Stato sull’attività economica, l’unica via che abbia prodotto risultati consistenti,maattraverso unocchiuto sistema di controlli pervasivi e ampiamente discrezionali che inizia sin dalla costituzione di un nuovo soggetto produttivo. Visco, infatti, introduce una misura che non ha eguali nel mondo libero: la subordinazione dell’attribuzione del numero di partita IVA - presupposto ineludibile per l’avvio di una attività economica- ¬alla esecuzione di riscontri automatizzati per l’individuazione di elementi di rischio connessi al rilascio dello stesso e all’eventuale preventiva effettuazione di accessi nel luogodi esercizio dell’attività». In poche parole, si dà al fisco il potere di entrare anche nelle case di chi svolge il suo lavoro senza avere un ufficio. Quanti saranno i giovani che subiranno perquisizioni preventive del loro domicilio e che dovranno spiegare come il tavolo di cucina e un pc portatile collegato a internet possono essere sufficienti a creare un’attività di carattere professionale? Ma il preventivo controllo del fisco non finisce qui. Perché si prevede che il fisco individui ¬le tipologie di contribuenti per i quali l’attribuzione del numero di partita IVA è subordinato al rilascio di polizza fideiussoria o di fideiussione bancaria». Al diritto costituzionale previsto dall’articolo 41 della Carta secondo il quale ¬L’iniziativa economica privata è libera» si sostituisce la concessione preventiva e discrezionale dello Stato. Dall’inizio di luglio per lo Stato italiano qualcuno dovrà offrire una garanzia bancaria per iniziare un’attività di lavoro autonomo. Alla faccia della liberalizzazione! E anche questa attività poliziesca sul rilascio della partita IVA può essere retroattivo: questi controlli possono essere effettuati anche nei confronti di contribuenti a cui sia già stata assegnata la partita Iva. Ci sono poi almeno altre dieci norme da Stato di polizia tributaria. Ecco l’elenco: 1. l’obbligo delle assicurazioni di comunicare in via telematica i dati relativi al risarcimento di un danno (ammontare delle somme liquidate, causale del versamento, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario); il risarcimento di un danno diventerà reddito su cui pagare tasse? 2. la schedatura in una apposita banca dati del fisco di tutte le informazioni relative a operazioni finanziarie (escluse quelle effettuate tramite bollettino di conto corrente postale) di importo superiore a 1.500 euro. Anche in questo caso la norma non si applica solo per il futuro, ma nella banca dati affluiranno le informazionirelative alle operazioni eseguite dal 1° gennaio 2001; se avete vendutoun orologio a un amico, preparatevi a pagarci sopra le tasse, dopo essere stati trattati come evasori; 3. l’obbligo per le Camere di Commercio di comunicare all’anagrafe tributaria in formato elettronico i dati e le notizie contenuti nelle domande di iscrizione, variazione e cancellazione e i dati dei bilanci depositati da tutte le imprese. Che dovranno pagare anche qualcosa alle Camere di commercio per questo "servizio", visto che esso non avrà costi per lo Stato; 4. l’obbligo per il cittadino che si avvalga della prestazione di un professionista di corrispondere il pagamento di somme superiori ai 100 euro esclusivamente mediante assegni trasferibili o bonifici o altre modalità di pagamento bancario o postale o mediante sistemi dipagamento elettronico. Chi non ha un conto correnteounacarta di credito potrà andare dal dentista? 5. l’obbligo per gli artigiani e i professionisti di tenere uno o più conti correnti bancariopostali sui qualidevonoversare le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dalle quali sono effettuati i prelievi per il pagamento delle spese; se vi hanno dato la partita Iva, correte in banca ad aprire il conto, altrimenti sarete evasori per definizione; 6. l’obbligo dal 1° gennaio 2007 per i commercianti di trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri e l’abrogazione del concordato fiscale preventivo; e occhio se un giorno per qualche ragione gli incassi vanno male, perché qualcuno verrà a farvi visita; qualcuno con il vestito grigio e le strisce gialle sui pantaloni; 7. il ripristino dell’elenco clienti e fornitori e l’obbligo di trasmetterlo all’Agenzia delle entrate; 8. l’estensione dei poteri di accesso, ispezione, verifica, invio di questionari, richiesta di documenti, previsti oggi per gli uffici delle imposte dirette anche ai fini dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale; 9. il potere attribuito ai dipendenti della Riscossione S.p.a. o delle società dalla stessa partecipate di utilizzare i dati dell’Agenzia delle Entrate, e di richiedere ai soggetti pubblici o privati che li detengono, dati che considerino rilevanti ai fini della riscossione; 10. la possibilità dell’accertamento con gli studi di settore per ogni periodo d’impostain cui il contribuente non è risultato congruo, indipendentemente dalle risultanze contabilità; in precedenza l’accertamento si disponeva quando a nonessere congrui eranodueesercizisu tre; un anno di difficoltà economiche viene considerato invece un anno di evasione; anche in questo caso la norma si applica dal passato, dal 2005.

INASPRIMENTI FISCALI
Non manca una strizzatina fiscale, con l’aumento di qualche aliquota Iva: 1. i prodotti a base di zucchero non contenenti cacao, il cioccolato ed altre preparazioni alimentari contenenti cacao, in altre parole caramelle e cioccolatini saranno più salati; 2. i servizi telefonici tramite posti telefonici pubblici e telefoni a disposizione del pubblico; 3. i biglietti di ingresso comprensivi di consumazione in discoteca; 4. i francobolli da collezione e le collezioni di francobolli; 5. le prestazioni di servizi relativi alla fornitura e distribuzione di calore-energia per uso domestico tranne quelle derivanti dall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. La scelta di considerare, dal punto di vista fiscale, caramelle e cioccolatini estranei dai prodotti alimentari ad aliquota agevolata la dice lunga sullo stile di vita che il governo vuole favorire attraverso la leva fiscale. Toccherà masticare amaro. Maè molto più grave è la decisione di assoggettare a Iva normale i contratti di servizio per la distribuzione di caloreper uso domestico. L’agevolazione fiscale sui contratti di servizio (quelli per i quali i proprietari di immobili affidanoaungestore l’impianto di riscaldamento e acquistano kilocalorie invece dicombustibile) hanno dato un importante contributo all’ottimizzazione del funzionamento degli impianti e al risparmio energetico. È infatti vantaggioso per il gestore fornire il calore richiesto con il minimo combustibile necessario. La convenienza perla proprietà a preferire un contratto di servizio all’acquisto di combustibile stava principalmente nell’agevolazione fiscale. Venuta meno questa agevolazione con il decreto, è probabile che non si attivino nuovi contratti di servizio e che contratti già in essere cessino per tornare all’acquisto diretto del combustibile, con un impatto negativo sulla bolletta energetica e sull’inquinamento ambientale.

LE NUOVE GABELLE
Prodi, Visco e Bersani introducono anche nuovi tributi, vere e proprie gabelle, sull’accesso dei cittadini alla giustizia amministrativa: per i ricorsi proposti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato è introdotta una tassa di 500 euro; per le istanze cautelari in primoe secondo grado, i ricorsi contro il silenzio dell’Amministrazione, quelli contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso e di ottemperanza la tassa è di 250 euro. La volontà del governo è chiara: innalzare la soglia di accesso ai ricorsi contro gli eventuali abusidella pubblica amministrazione, creando le condizioni perché la pubblica amministrazione possa più facilmente non ottemperare ai sui doveri. Altro che vantaggi per il cittadino!

I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA
Il capitolo dei tagli alla spesa pubblica è particolarmente odioso. Prodi & C. impongono tagli proprio in quei settori in cui, negli scorsi anni, hanno accusato ingiustamente e senza fondamento, il governo Berlusconi di ridurre la spesa. In particolare sono previsti riduzioni di spesa: nel settore scolastico dove si operano tagli per circa 6 milioni di euro su base annua; nel settore degli enti pubblici di ricerca e delle università, dove il taglio èdel 10% delle spese attuali; per le missioni all’estero dei militari e dei ricercatori scientifici, dove il taglio è del 20% delle risorse assegnate; nel settore della giustiziapercui il decretoprevedeuntaglio di 50 milioni di euro per il 2006, di 100 milioni di euro per il 2007 e di 200 milioni di euro per il 2008. In commissione Giustizia alla Camera il ministro Mastella aveva dichiarato: ¬Gli uffici giudiziari sono ormai prossimi alla paralisi. In una normale azienda qualsiasi amministratore in queste condizioni dovrebbe portare i libri in tribunale». Il ministro aveva quantificato in 280 milioni di euro "l’esigenza non comprimibile" per il 2006; altri tagli sono previsti per la Protezione civile, per il servizio civile, per gli aiuti all’editoria, gli aiuti ai paesi in via di sviluppo, il Fondo per le politiche sociali, il Fondo unico per lo spettacolo, l’Agenzia per l’agricoltura, l’Enea.

LE PSEUDOLIBERALIZZAZIONI
Il decreto Prodi-Visco-Bersani è stato abilmente spacciato dal governo come un provvedimento di liberalizzazione economica. Come abbiamo dimostrato, la parte più rilevante è invece quella fiscale. Ma anche le cosiddette liberalizzazioni tali non sono nella maggior parte dei casi. Nel caso dei taxisti, farmacisti e professioni liberali, il provvedimento non ha liberalizzato l’accesso a questi lavori, ma ha introdotto innovazioni che non avranno alcun beneficio per i consumatori, ma aprono la strada per la trasformazione del lavoro autonomo in lavoro dipendente. Anche se Bersani ha fatto marci indietro, è utile capire cosa voleva ottenere. La cumulabilità delle licenze avrebbe aperto la possibilità di costituire imprese di gestione del servizio taxi, con la trasformazione del taxista artigiano in lavoratore dipendente. Per le caratteristiche del servizio e la sua non elevata redditività, l’effetto sarebbe stato quello di ridurre drasticamente il reddito di chiconduce il taxi, di diminuire la qualità del servizio per una ridotta manutenzione dei mezzi e di non incidere in alcun modo sul prezzo. Nel settore delle farmacie si procede con lo stesso criterio, favorendo la nascita di catene di distribuzione dei farmaci, senza che questo possa produrre benefici sui consumatori; inoltre la previsione di vendita dei farmaci da banco nei supermercatinonfarà diminuire il prezzo, per la semplice ragione che il servizio di vendita sarà gravato del costo del lavoro del farmacista che la grande distribuzione deve assumere in ogni punto vendita. Nel settore delle professioni liberali il decreto favorisce la nascita delle imprese alle cui dipendenze operano i professionisti, come negli Stati Uniti. Dove è noto che le parcelle degli studi legali e tributari sono ben più elevate che in Italia, a causa dei più alti costi generali d’impresa rispetto allo studio professionale italiano. Le pseudoliberalizzazioni, poi, non toccano affatto settori in cui è urgente intervenire secondo l’Antitrust, e in particolare: il trasporto ferroviario; il settore dell’energia elettrica e del gas naturale; il secondo ciclo del sistema educativo di istruzione il secondo ciclo del sistema educativo di istruzione; la previdenza complementare; la professione medica generale nell’ambito del SSN; l’affidamento dei lavori nelle concessioni pubbliche; i servizi ambientali e di gestione dei rifiuti. Tutte cose che incidono sulla competitività dei mercati, sui costi dei servizi per i cittadini e le imprese ben di più che il prezzo del taxi. Come volevasi dimostrare, l’ossimoro "comunistaliberalizzatore"non èdatoe non si darà nemmeno con tutti gli sforzi del Corriere della Sera e dei suoi liberisti del taxi.

1 commento:

Fabruzum ha detto...

Tutto vero e tutto previsto da Libero fin dall'inizio della campagna elettorale.
Qualcosa di malvagio e vendicativo muove la Sinistra italiana contro tutti quelli che hanno avuto la scaltrezza e la bravura di arricchirsi: nemmeno fosse un reato avere più virtù di altri nelle operazioni finanziarie.
TPS ha già annunciato che vuol combattere elusione ed evasione fiscale, forse dimenticandosi la sua formazione di grande economista internazionale e scordando che l'elusione è perfettamente legale e lecita.
Ti ho linkato sul mio blog, mi piace come scrivi ed ho molti parenti dalle parti di Conegliano.

Cordialemente,
Fabrizio Goria