28 luglio 2006

SCANDALOSO!!! Ennesimo golpe al Senato.


I fatti:
Ieri si e' svolta la votazione per il rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan.
Affinche' un voto sia valido e' necessario ottenere un quorum. In questo caso la meta' dei senatori presenti piu' uno.
Ci sono 322 senatori. 4 sono in missione. Rimangono cosi presenti 318. La meta' e' esattamente 159 e per ottenere un quorum ci vogliono dunque 160 votanti.
Alla fine della votazione, il presidente del senato Marini dichiara: " I votanti sono 159 e i voti a favore 159".
Quando Il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani, e quello di An, Altero Matteoli gli fanno notare che il voto non puo' essere valido perche' manca il quorum, Marini risponde:" «il presidente del Senato non vota ma è presente quindi il quorum c'è e la votazione è regolare».
Pazzesco! Bisogna infatti sapere che per prassi il presidente del Senato non vota ne partecipa alle votazioni. Cioe' non puo' influire ai fini del numero legale.
E infatti a fine votazione dichiara che i votanti sono 159. Solo quando gli si fa' notare che manca il quorum, ribadisce, anzi sentenzia, (dimostando cosi una totale mancanza di rispetto sia alla prassi che nei confronti dei colleghi senatori), che essendo lui presente, il quorum c'e'.
Allucinante. Questi fanno quello che gli pare, se ne infischiano di tutto e di tutti, senza rispettare ne la costituzione, ne le prassi, ne le regole, ne niente. Una vera dittatura.
E questa sarebbe la serieta' al governo?

4 commenti:

Fabruzum ha detto...

Una maggioranza che va avanti a fiducia non è legittima, tantomeno se utilizza mezzi vergognosi ed antidemocratici come quelli da te descritti.
Il vero problema è che l'uomo della strada non ne verrà mai a conoscenza e riterrà sempre e solo la CDL capace di fare ciò che vuole sugli scranni del Parlamento quando, in realtà, è tutto il contrario.
Mi ritornano in mente le parole di Prodi e Bersani all'indomani dell'introduzione del decreto Bersani, "Le regole sono regole e vanno rispettate": peccato che abbiano introdotto un decreto senza nessuna concertazione con le parti interessate, nè i sindacati.
Questo è un regime certamente antidemocratico e tipicamente comunista: l'odio, l'invidia e la voglia di vendetta contro la CDL ed i suoi elettori è qualcosa di tremendamente profondo e ciò si vede in ogni azione del governo attuale, dalle operazioni di polizia tributaria alle votazioni in Parlamento fino all'elezione del Presidente della Repubblica.
Se non ci diamo una mossa, Prodi & Co. resteranno al potere fin quando non si autodistruggeranno ma non è proprio questo il modo, da parte della CDL, di dimostrarsi forte agli occhi dei suoi elettori ed anche all'altra metà del paese, già parzialmente tradita dalla fantomatica Serietà...

PS:
Da domani sono in vacanza con l'università e torno il 12 agosto, buone vacanze a te e famiglia.


Cordialmente,
Fabrizio Goria

Fiandri ha detto...

Tu dici «Bisogna infatti sapere che per prassi il presidente del Senato non vota ne partecipa alle votazioni. Cioe’ non puo’ influire ai fini del numero legale.»

Questo però non è vero.

Per prassi il Presidente non vota; ma ai fini del numero legale - al contrario di quello che dici - è sempre stato computato: conformemente al Regolamento del Senato, che all’art. 107 pone il criterio dei senatori presenti ai fini del numero legale. Del resto, Schifani ha sostenuto questa prassi, ma poi non ha saputo portare nemmeno un esempio di quella che chiama “prassi”.

il mango di Treviso ha detto...

Il fatto che trovo discutibile e il modus operandi del presidente del sentato.
Infatti prima della votazione di una proposta per la cui approvazione sia richiesto il voto favorevole di una maggioranza dei componenti del Senato, il presidente deve accertare che sia presente il numero legale. Non dopo la votazione.
Lui ha detto: 159 votanti, voti a favore 159.
Diciamolo pure. E' un presidente incompentente.

Fiandri ha detto...

No, guarda che parli di cose che non conosci, temo che sia tu incompetente.

A norma del Regolamento, il numero legale si presume: solo se viene contestato da almeno dodici senatori presenti si provvede alla verifica. Nella fattispecie, la CdL ha volontariamente disertato la seduta e quindi non ha sollevato alcuna questione sul numero legale, salvo andare poi a lamentarsi (non nella sede che le è propria, ma) con i giornalisti.