12 marzo 2007

Un po' di coerenza

In questi ultimi tempi sembra che la coerenza non sia la dote principale dell’opposizione di centro destra. Ogni giorno si dichiara con apparente decisione che il governo deve andarsene, e che non si farà luogo ad alcun inciucio sotto forma di grande coalizione, sostegno esterno eccetera. Si afferma pure con forza che se il governo non avrà la maggioranza “politica” dovrà fare fagotto, ed altre amenità del genere. In realtà non si vuole che questo governo cada, perché nessuno ha voglia di andare a nuove elezioni adesso: per dirla in soldini, se è vero che gli attuali parlamentari, in caso di scioglimento delle Camere adesso, non godrebbero a suo tempo delle pensioni, ciò vale non solo per la sinistra ma anche per la destra. E poi, siamo certi che con questa legge elettorale non si ripeta lo scherzetto già accaduto nell’aprile dello scorso anno ?
Esaminando più in dettaglio le stravaganti affermazioni dell’opposizione ed il suo incoerente atteggiamento, occorre rilevare che la Costituzione dichiara che il governo deve ottenere la fiducia (ossia la maggioranza dei voti), senza specificare se si tratta dei voti dei senatori non eletti, oppure di un opportuno aiuto dell’opposizione. Quindi invocare la necessità di avere una maggioranza “politica” è una palese stupidaggine: se l’opposizione vota a favore del governo, i suoi voti servono a tenerlo in piedi e basta. E’ quindi fuor di luogo asserire che si vuole eliminare questa maggioranza e mandarla a casa, se poi la si sostiene con speciose argomentazioni.
Per venire al caso Afghanistan, l’opposizione dichiara che voterà a favore del rifinanziamento della missione militare per motivi di solidarietà con i nostri militari e di decoro internazionale. Ma qui si nasconde una evidente contraddizione. Se si ritiene che la maggioranza non sia in grado da sola di approvare questo provvedimento e quindi di sostenere questa linea politica, e d’altra parte si deplorano tutti i distinguo e le sottigliezze della maggioranza stessa per rendere accetto alle proprie estreme il provvedimento, allora è una ipocrisia dire che si sostiene il governo per amor di patria. Lo si manda a casa e basta e lo si sostituisce al più presto, mediante elezioni, con un altro meno indecente. E per far questo si deve svolgere il compito proprio di ogni opposizione: mettere in difficoltà la maggioranza, votandole contro sempre e comunque (senza se e senza ma, come è venuto di moda di dire).
Nel caso specifico, l’opposizione dovrebbe dichiarare il proprio sostegno morale incondizionato e la propria solidarietà ai nostri militari impegnati in missioni all’estero, ed il proprio impegno a rispettare gli impegni internazionali, ma annunciare nel contempo la propria astensione sul provvedimento proposto dal governo, proprio per farlo cadere e sostituirlo con un altro più decente e più apertamente deciso a sostenere i propri militari ed a rispettare gli accordi. Come si sa l’astensione al Senato è considerata voto contrario e, se ci saranno i numeri (i numeri in assoluto, e non le maggioranze più o meno “politiche”) il governo dovrà andarsene a casa, senza scuse e questa volta per davvero.
Questa a mio parere la sola condotta seria e lineare di una opposizione che voglia veramente cambiare le cose, assumendosi tutte le proprie responsabilità. Ogni altro comportamento non è altro che melina per allungare il brodo e sostenere sottobanco il governo (oltre che per evitare di andare a casa insieme alla maggioranza e perdere così i benefici connessi al permanere sulla propria poltrona).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

sarà che siamo entrambi di Treviso, ma, se leggi il mio untimo post, vedrai che abbiamo l'identiva posizione.
PRI TREVISO

pesimedia ha detto...

Un altro trevigiano in parte vi dà ragione, in quanto pensa pure che giocare sulla pelle di chi rischia la vita in Afghanistan sia del fango di cui non debbano sporcarsi le mani del centrodestra, giusto per non passare per dei Caruso qualunque.