Anche grazie a India e Cina, nel 2008 sono buone le prospettive per gli investimenti e l'interscambio commerciale dell'Italia con i Paesi asiatici.
Infatti, secondo quanto comunica Assocamerestero, per Cina e India, grazie anche a regolamentazioni e incentivi introdotti dai Governi locali, e' previsto un aumento degli investimenti soprattutto in comparti a maggior valore aggiunto come le infrastrutture, le attivita' eco-sostenibili, i servizi di logistica avanzata e le telecomunicazioni, mentre in Giappone, Thailandia, Singapore e Hong Kong dovrebbero consolidarsi trend di crescita gia' in atto nel consumo di prodotti italiani di alta gamma e collaborazioni con l'Italia anche nel settore della ricerca e sviluppo.
Alla fine del 2007, l'Italia, pur presentando una diminuzione sia per numero che per valore di investimenti, si e' posizionata terza fra i Paesi europei in termini di progetti realizzati in Cina. Attualmente sono 348 le iniziative imprenditoriali italiane per un ammontare di 347 milioni di dollari, concentrati soprattutto nel settore delle consulenze, dei servizi legali e nella produzione di macchinari industriali, quindi non solo su alcuni modelli di eccellenza nazionale per i quali potrebbe risultare piu' semplice investire.
Per quanto riguarda la localizzazione scelta per l'investimento, le tre maggiori aree di sviluppo sono nell'ordine Shanghai, Pechino e Guangzhou. Tra le iniziative incoraggiate dal governo cinese rientrano gli investimenti esteri nell'ovest della Cina, allo scopo di promuovere una strategia per lo sviluppo coordinato fra le regioni orientali ed occidentali.
India e Cina, insomma, si muovono bene, e in fretta. Guardano al futuro più che mai. Ma questa non è più una novità…
Italia chiama Italia
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