08 settembre 2008

Diritto di voto agli immigrati

L’onorevole Veltroni ha chiesto ancora una volta che venga concesso il diritto di voto agli immigrati, anche se non in possesso della cittadinanza. Si tratta di una vera ossessione delle sinistre che, ignorando il dettato della Costituzione (considerata sacra ed intoccabile a corrente alternata), sperano che coloro che godranno di questo nuovo diritto, per esprimere la loro immensa riconoscenza per la graziosa concessione, votino in massa per le sinistre. Non si capisce bene perché essi dovrebbero essere riconoscenti per qualcosa di cui in genere non importa loro nulla, dato che già ora, senza propri rappresentanti nelle assemblee elettive, riescono fin troppo frequentemente ad influenzare le decisioni politiche a loro favore, in modi non sempre ortodossi.
A parziale sostegno della tesi di Veltroni si è espresso pure il Presidente della Camera dei Deputati, on. Fini, pur con qualche distinguo. E questa sua posizione riesce di difficile comprensione, a meno che egli pensi che gli immigrati possano votare in massa per Alleanza Nazionale, memori delle palesi simpatie che in altri tempi gli arabi ed i mussulmani in genere dimostrarono nei confronti di una ideologia, ormai fortunatamente morta e sepolta, cui peraltro si possono fare risalire le origini del partito di destra.
La cosa naturalmente non è stata gradita agli altri partiti della maggioranza, in primis alla Lega, che nei confronti degli immigrati non ha mai manifestato troppa simpatia. Anche vari esponenti di AN hanno preso le distanze dalla posizione dell’on. Fini, se non altro dichiarando che un simile provvedimento non era contemplato nel programma della maggioranza. In effetti, se tale proposta fosse stata inclusa nel programma del PDL, è da ritenere che oggi saremmo governati dal PD il quale non si sognerebbe neppure di dare attuazione ad una simile ridicola pretesa.
Il Bertoldo

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