Per la prima volta nella storia della Repubblica dobbiamo registrare un Presidente di uno dei due rami del Parlamento che non crede assolutamente nella funzione del parlamento stesso, o, se si preferisce, ritiene di essere lui stesso il più qualificato rappresentante dell’istituzione e che quindi le proprie opinioni rappresentino in qualche modo il volere inviolabile del popolo e debbano essere eseguite senza remore o ritardi.
Abbiamo infatti assistito ieri alla farsesca esibizione dell’on. Fini che, in occasione di una riunione del partito da lui stesso creato e nella evidente funzione di capataz, ha ingiunto al Presidente del Consiglio di rassegnare le dimissioni senza peraltro perdere tempo ad interpellare in merito il Parlamento, da cui ha ricevuto più volte, e l’ultima non più tardi di un mese fa, la fiducia.
Non è ben chiaro in seguito a quale ragionamento – ammesso che il soggetto, oltre che a parlare, sia anche in grado di ragionare – egli ritenga di rivestire un’autorità tale da poter ingiungere al potere esecutivo di andarsene, quando egli stesso è stato assolutamente sordo ai molteplici inviti rivoltigli da varie parti politiche ad andarsene a seguito di poco lodevoli comportamenti privati, non con disponibili fanciulle, ma con i beni del partito che era stato chiamato a suo tempo a dirigere. Forse l’on. Fini confonde la funzione di Presidente della Camera con la Camera stessa, e nessuno è riuscito a spiegargli la differenza.
Quanto accaduto ieri conferma l’opinione che molti si erano fatta in relazione alla sua rivolta nei confronti del partito che egli stesso aveva contribuito a fondare non più tardi di un paio di anni fa. L’on. Fini ritiene di essere l’unto del Signore, destinato per superiore volere a comandare le turbe, e non può tollerare di avere nello stesso partito qualcuno con più carisma, prestigio e seguito di lui. In parole povere, si tratterebbe di un comportamento esclusivamente dettato da invidia e gelosia, e da collegare ad una personalità egocentrica e supponente, dotata di enorme e del tutto ingiustificata autostima.
Quanto a confusione non va taciuto quanto sta avvenendo nel Partito Democratico. Nello stesso giorno, a Roma ed a Firenze, si sono tenute due riunioni di membri dello stesso partito, con orientamenti esattamente opposti: i tradizionalisti a Roma, la fronda a Firenze. In ciascuna riunione non si sono risparmiate le critiche ed i fischi diretti all’altra parte, come del resto non sono mancati commenti anche sostenuti da parte dei sedicenti alleati dell’opposizione.
Se questo è l’esercito che aspira a sostituire la compagine che ora governa non c’è davvero da nutrire eccessive speranze che le cose possano andare meglio in futuro.
Il Bertoldo
1 commento:
confermo e avvallo al 100%.....
fini.to docet.....
fritz
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