Alla Commissione Giustizia della Camera si è discusso un emendamento ad un progetto di legge. L’emendamento, che è stato approvato col voto favorevole della maggioranza e dei radicali, era stato presentato dalla Lega, e prevede che “i magistrati dovranno rispondere personalmente di ogni violazione manifesta del diritto”. Come era da aspettarsi si è scatenata la solita canea dell’opposizione che ha criticato questo ennesimo attentato all’indipendenza della magistratura (per fortuna non si è tirato in ballo il solito conflitto di interessi).
Ma il record dell’assurdo è stato senza discussione meritatamente conquistato dall’on. Bongiorno, del FLI, che ha dichiarato che si tratta di “una norma punitiva”. Non è ben chiaro se l’on. Bongiorno ritiene – come del resto ritengono molti magistrati – che l’indipendenza della magistratura, sancita dalla Costituzione, comprenda anche la totale irresponsabilità. Sembra una semplice constatazione di buon senso che chi sbaglia debba essere ritenuto responsabile del proprio agire e debba pagarne il prezzo, tanto più se l’errore si riferisce ad una violazione del diritto, che la magistratura è tenuta a rispettare ed a far rispettare. Non si capisce perché si debba essere sanzionati per un semplice divieto di sosta e chi viola il diritto, pur avendo l’incarico di osservarlo, debba uscire indenne.
Sarebbe bene ricordare all’on Bongiorno il vecchio detto “prima di parlare pensaci dieci minuti e poi sta’ zitto”.
Il Bertoldo
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