12 novembre 2012

Soap Opera


Nei giorni scorsi c’è stato un avvenimento atteso con ansia da tutto il mondo e  celebrato ampiamente – talvolta fino alla noia – da tutti i mezzi di comunicazione mondiali: l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Com’è noto, dopo una campagna molto combattuta, è stato rieletto il presidente uscente Barack Obama, salutato da tutti i capi di stato – più o meno sinceramente – con grandi manifestazioni di soddisfazione.
Tutti abbiamo dovuto assistere ad innumerevoli scene di delirio della folla dei suoi sostenitori ed alle dichiarazioni del rinnovato Presidente. E ci siamo accorti che, nel suo entusiasmo per tutto ciò che è americano, si è persino immaginato di essere un personaggio di una delle cosiddette “soap operas”, di notoria invenzione statunitense, e si è comportato di conseguenza.
Citiamo alcuni episodi. Sul palco dal quale ha arringato la folla dopo l’elezione, ha più volte e con travolgente passione baciato la moglie Michelle, definita la più bella, elegante, intelligente delle donne, di cui tutti gli americani sarebbero innamorati. Scena commovente, anche se un po’ retorica. Per venire a noi, ve l’immaginate una scena simile fra il Presidente Giorgio Napolitano e la signora Clio? O di un neo eletto Bersani con la consorte?
Più tardi, parlando della propria famiglia, ha detto che le figlie cresceranno “bellissime e bravissime” come la loro madre. Fortunatamente non ha fatto paragoni con il padre…
Qualche giorno più tardi, incontrando i collaboratori che si sono prodigati, con evidente successo, nella sua campagna elettorale, li ha ringraziati calorosamente e non ha saputo (o voluto?) trattenere le lacrime (Fornero docet) ad esclusivo beneficio della platea. Ha insomma voluto dare l’impressione di essere un uomo di cuore, legatissimo alla famiglia, riconoscente e di sentimenti elevatissimi.
Deve essere stata una recente illuminazione perché nel suo precedente mandato, a parte le plateali dimostrazioni di affetto per Michelle, non è sembrato uomo dal cuore particolarmente tenero,  eccezion fatta per gli esagerati contributi nei confronti del settore bancario americano (che sembra averlo generosamente ricambiato nel finanziamento della sua campagna), che è stato all’origine della crisi finanziaria mondiale. Per il resto ha dimostrato scarsa decisione in molte occasioni.
Per non essere da meno del Presidente eletto, lo sfidante Mitt Romney, nell’ammettere la propria sconfitta, non si è tanto dispiaciuto per non avere potuto realizzare il proprio programma – da lui ritenuto naturalmente fondamentale per il paese – ma ha manifestato la delusione perché sua moglie Ann sarebbe stata una “eccellente first lady”.
Vista la proclamata eccellenza delle dame americane, a quando un presidente donna?
Il Bertoldo

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