20 settembre 2011

"Deve andare a casa"


Bersani, ha qualcosa da dire sulle inchieste di Napoli?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, ha qualcosa da dire sul declassamento dell’Italia da parte di S&P?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, ha qualcosa da dire sulle indagini su Filippo Penati?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, ha qualcosa da dire sulla candidatura del figlio di Di Pietro da parte di Di Pietro? Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani ha qualcosa da dire sul fatto che D’Alema ha giocato a Burraco con Tarantini?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, ha qualcosa da dire sulla manovra finanziaria di Obama?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, ha qualcosa da dire sul prossimo programma del PD?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, ha qualcosa da dire sul ritiro dal mercato di Falce e Carrello?
Certo: Berlusconi deve andare a casa.
Bersani, Berlusconi deve andare a casa? No, altrimenti cosa dico?

(Via Pane Liquido)

E adesso anche la scienza alla sbarra

E' semplicemente pazzesco.
La magistratura italiana, quella casta di buffoni, pazzi furiosi, veri "giustizialisti" pol-potiani, adesso vuole processare degli eminenti scienzati italiani perche' non hanno saputo prevedere il terremoto del 6 Aprile 2009!
Secondo l’accusa, "il 31 marzo 2009 ci fu una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico e inoltre vennero divulgate informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione."
Pazzesco!
Per fortuna la notizia e' stata ripresa dai media anglosassoni.
Cosi si accorgeranno in che situazione siamo e che Silvio Berlusconi non ha tutti i torti...

Parliamo dell'Euro

L’euro, la moneta unica di buona parte dei paesi aderenti all’Unione Europea, venne ideata e teorizzata negli anni novanta del secolo scorso. Inizialmente aderirono undici paesi, cui in seguito se ne aggiunsero altri sei, per un totale, ad oggi, di diciassette paesi.
Le condizioni per aderire all’Eurozona vennero fissate in un convegno a Maastricht in Olanda e sembrano abbastanza strette, ma come vedremo non ci sono condizioni senza eccezioni. I requisiti per l’adesione furono fissati così: debito pubblico non superiore al 60% del PIL, deficit annuale non superiore al 3% del PIL, inflazione inferiore al 3%, tasso di interesse non superiore all’1,5% rispetto alla media degli altri paesi. La circolazione effettiva dell’euro iniziò nel 2002.
Fin dall’inizio ci furono delle eccezioni: i debiti pubblici di Italia e Belgio si aggiravano intorno al 100%. Il Presidente Prodi in particolare insistette molto per essere ammesso più che altro perché una radicale diminuzione degli interessi sul debito pubblico italiano avrebbe permesso di mostrare una, più che altro fittizia, virtuosa diminuzione del deficit annuale. Come è noto, oggi il debito italiano raggiunge il 120% del PIL, a riprova delle virtù taumaturgiche dell’adozione dell’euro.
Noi non siamo eminenti economisti come sono ritenuti gli sponsors dell’euro compreso il nostro Presidente della Repubblica, ma ci permettiamo di rilevare alcuni aspetti che ci sembrano contraddittori quando non addirittura illogici ed assolutamente dannosi.
La moneta, oltre ad assolvere il ruolo di misuratore del valore e di mezzo necessario al realizzarsi degli scambi, costituisce un elemento fondamentale per la realizzazione ed il controllo delle politiche economiche, fiscali e sociali dei vari paesi. Infatti i governi possono intervenire in vari modi sulla moneta, in base alle politiche economiche e sociali che si prefiggono di realizzare: modificandone il valore sul piano internazionale (svalutazione o rivalutazione), influendo sulla sua quantità per favorire o frenare lo sviluppo o le tendenze inflazionistiche (immissione o ritiro di liquidità dal mercato) ed in numerosi altri modi.
Che senso ha avuto che un certo numero di governi rinunciasse ai propri poteri in campo monetario senza peraltro che si prevedesse alcun tipo di coordinamento delle politiche economiche e fiscali? Sarebbe come se in un paese le forze di polizia fossero unificate, ma restassero in vigore dei codici penali, stradali eccetera diversi per ogni regione. Il caos, come poi è successo in campo monetario, è inevitabile.
D’altra parte, che senso ha imporre dei limiti precisi all’indebitamento dei paesi aderenti (il famoso 60% del PIL) e poi permettere dei deficit di bilancio non superiori al 3% annuale? In dieci anni, al 3% annuale, un paese in regola al momento dell’ammissione, si troverebbe esposto in maniera intollerabile, ed a quel punto qual è il solo rimedio previsto? Una pesantissima multa, che non farebbe che aggravare il già quasi insopportabile deficit del paese in questione.
Non sarebbe stato molto più ragionevole imporre regole che prevedessero il raggiungimento del pareggio di bilancio e la riduzione dell’indebitamento?
E poi, come è possibile che in una organizzazione che si richiama al sistema democratico – e che peraltro non è affatto democratica – gli organi di governo dell’organizzazione stessa deleghino la gestione di una funzione fondamentale come la funzione monetaria ad una banca – la Banca Centrale Europea – che per sua natura non deriva i suoi poteri da alcuna investitura popolare ma è piuttosto l’espressione di interessi che non sono quelli della comunità ma quella di alcuni paesi od alcuni poteri più forti ed influenti degli altri?
Già al momento della determinazione del valore dell’euro nei confronti delle valute che esso avrebbe sostituito non si è tenuto alcun conto dell’effettivo potere di acquisto di ciascuna moneta, ma soltanto di una più o meno fittizia valutazione che i mercati avevano dato in proposito, dando origine in molti casi a gravissimi fenomeni inflattivi che ancora adesso stiamo scontando e che sono forse la causa non ultima dell’enorme disagio che l’economia continentale sta subendo attualmente.
In conclusione ci sembra ragionevole concludere che l’aspirazione, nobile di per sé, a favorire una sempre maggiore integrazione fra i paesi europei, dimenticandosi di quel fondamentale principio democratico che dovrebbe costituire la base di ogni tentativo di unificazione e soprattutto la fretta nel fingere che le economie dei paesi partecipanti cominciassero ad unificarsi (non dimentichiamo che l’Unione Europea nacque come Comunità Economica Europea) ha dato frutti i buona parte contrari alle aspettative.
Vale la pena di ricordare due adagi popolari: quello sulle buone intenzioni di cui è lastricata la via dell’inferno e quello sulla fretta che causò la nascita dei gattini ciechi.
Il Bertoldo

19 settembre 2011

Trota e Porchetta


Ricettario di politica italiana

Con salsa di nepotismo.

La Terza Repubblica

Nessuno sembra essersene accorto, ma la seconda repubblica in Italia è ormai un ricordo – anche se non troppo felice – del passato e siamo passati alla terza repubblica. Il fatto saliente è che ambedue le transizioni, dalla prima alla seconda e dalla seconda alla terza, sono state provocate ed attuate da quella parte della magistratura che, riunita sotto la sigla di “Magistratura Democratica”, dimostra di dare alla parola democrazia la stessa interpretazione che ne diedero a suo tempo gli stati gravitanti nell’orbita dell’URSS: il prevalere al potere di gruppi autoproclamatisi guida illuminata del popolo, incuranti di cosa il popolo, per definizione ignorante e stupido, potesse pensare o desiderare.

Oggi in Italia il potere reale è quasi completamente nelle mani di un gruppo di magistrati sovvertitori dell’ordine costituito, non nominati dal popolo - che, secondo la Costituzione, è l’unico detentore della sovranità - ma cooptati grazie a concorsi, spesso truccati e gestiti dagli stessi che operano per la conquista antidemocratica del potere assoluto.

Come infatti si può altrimenti definire una magistratura che, infischiandosene della sicurezza dei cittadini, non esita, con mille artifizi o con forzature interpretative, a lasciare liberi pericolosi delinquenti e che al contrario concentra tutto il proprio interesse sulle vicende personali di tutti quei rappresentanti del popolo, democraticamente eletti, che potrebbero costituire, ahimè solo molto teoricamente, un ostacolo alla realizzazione dei loro obbiettivi.

Non si pensi che quanto affermato riguardo all’avvento della terza repubblica sia una esagerazione polemica di un acritico sostenitore del Presidente del Consiglio. Questi ha certamente dimostrato in più occasioni di non essere affatto all’altezza dei compiti che si è assunto e di non tenere in alcun conto le critiche che gli vengono rivolte anche da molti suoi sostenitori. Ma non si può assolutamente passare sotto silenzio il totale disprezzo della legge – che essi dovrebbero applicare fedelmente – dimostrato da ampia parte della magistratura, sostenuta tacitamente e surrettiziamente dal Presidente della Repubblica, che esercita in maniera spesso discutibile poteri che non ha, salvo quello di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Ormai il parlamento, teoricamente sovrano nella propria funzione legislativa, non osa più deliberare alcunché sgradito alla magistratura – non all’opposizione, si badi bene, che ha anch’essa una investitura democratica – o al Presidente della Repubblica, supremo magistrato, che esprime il proprio parere in merito ai progetti di legge ancor prima che essi siano sottoposti all’esame del Parlamento.

La gravissima deriva antidemocratica che oggi colpisce il nostro paese, favorita dalla debolezza e dall’indecisione di chi è stato legittimamente delegato a governare, non potrà avere che conseguenze gravissime, in campo politico, sociale ed economico, mettendo l’Italia ai margini dei paesi sviluppati, civili e moderni.
Il Bertoldo

17 settembre 2011

Cina: Corsi obligatori di sesso e amore


Corsi di sesso e amore per la "salute mentale" sono adesso obligatori per gli studenti universitari in Cina, per aiutarli a "gestire le pressioni e le frustrazioni nella vita".
Cosi ha dichiarato il Ministero dell'educazione.

E' ben noto che i cinesi non trombano. Mai.
Ed e' per questo che le donne asiatiche vogliono l'europeo....Meglio se italiano.
A prescindere anche per una questione di dimensioni...
Che continente di idioti frustrati.

Surf con la fiamma

In Indonesia con Bruce Irons. Wicked!

Rum Castro...


In onore del dittatore comunista con  musica americana....
Imbevibile..

And the winner is?

Or rather and the loosers will be?

Meet the Chews

A Singapore....

D’Alema: «La casta non esiste».


E neanche la sinistra. Mona!

Caso escort: 100 mila intercettazioni.



Quanti soldi andati a puttane....

Un impegno concreto: Meno tasse per tutti...17 anni di promesse non mantenute



No comment. Dedicato a tutti quelli che ancora credono alla nostra classe politica.

1994: Silvio Berlusconi scende in campo, la Riforma Fiscale è una priorità assoluta: "Noi vogliamo un’Italia con meno tasse e meno burocrazia ... la gente è stanca della vessazione fiscale!".


1995: Tremonti spiega i principi-guida della sua Riforma Fiscale:



1999: E' il periodo della No Tax Area berlusconiana:



2000: All'opposizione



2001: Berlusconi ritorna al governo



2002:




2003:




2004:






2005:



2008: Si torna al Governo




2009:



2010:




2011: