26 gennaio 2007

Tochi Amara Iwuchukwu


Questa mattina, alle sei in punto ora locale, e' stato impiccato un giovane nigeriano di 21 anni, condannato dalle autorita' di Singapore per traffico di droga. Era stato fermato all'aeroporto di Singapore 2 anni fa' e trovato in possesso di circa 700 grammi di eroina.
Questa e' una storia tanto assurda quanto triste, che deve essere raccontata. Non solo per evidenziare la situazione di alcuni di questi poveri africani che vengono in asia in cerca di fortuna ma sopratutto perche' Singapore in questo caso ha fatto prova di poca comprensione, umanita', pieta' e un pizzico di razzismo.
Tochi, un cattolico, nasce in un poverissimo villaggio del Nigeria. Viene educato da missionari. Non e' particolarmente brillante ma sa giocare a calcio. Gioca prima in un club senegalese poi nella nazionale nigeriana.
Ambizioso ed amante del calcio, vuole andare all'estero, a Dubai, dove gli si promette un contratto con una squadra dell'emirato. Pero' per ottenere un visto, il suo "agente" gli dice che lo potra' fare solo dal Pakistan perche' non ci sono relazioni diplomatiche tra il Nigeria e l'Emirato, e che da li' dovra' poi prendere un treno fino a Dubai. Ecco dunque Tochi comprare con i suoi risparmi un biglietto per Islamabad. Una volta arrivato si accorge che non solo i treni per Dubai non esistono, ma non c'e' neanche un'ambasciata nigeriana.
Riesce a chiamare il suo "agente" che gli dice che ha un amico che vive li' e che lo potra' aiutare. Tochi incontra l’amico dell’agente, il signore Smith, che gli promette di dargli una mano.
Dopo qualche incontro, il signore Smith gli dice che l'unico modo per avere un visto e' di andare in Afghanistan. Partono insieme alla volta di Kabul, ma anche li l'ambasciata gli rifiuta il visto.
Vanno in albergo e Smith dice a Tochi di aspettarlo qualche giorno a Kabul perche' deve assentarsi.
Torna e dice a Tochi che e’ riuscito a risolvere la situazione e che possono adesso andare a Dubai, che il visto glielo daranno all'aeroporto.
Arrivati a Dubai, Smith dice a Tochi di aspettarlo nell'area di transito perche' deve fare alcune telefonate. Dopo un po' torna e dice a Tochi che e' riuscito a trovargli una squadra a Singapore dove non c'e' bisogno di un visto. Pero' gli chiede di fargli un favore e portare una borsa con delle medicine a un suo amico, che lo aspettera' al bar Coffee Bean nell'area di transito dell'aeroporto di Singapore e che in cambio gli saranno dati altri soldi.
Arrivato a Singapore, Tochi si dirige verso il bar e aspetta 5 ore per questo signore che non si fa' vedere. Chiama allora il signore Smith a Dubai che gli ordina di aspettare il suo amico che sicuramente arrivera' piu' tardi, "Anche perche'" gli dice Smith, "tu non puoi entrare a Singapore se non hai almeno 500 dollari in contanti senno' ti deportano." Intanto gli consiglia di andare a riposarsi al transit hotel dell'aeroporto. Cosi Tochi va al transit hotel e chiede una stanza. L'addetta alla ricezione, non si capisce perche', anzi chi come noi vive a Singapore capisce benissimo..., gli dice che prima di dargli una stanza deve chiamare la polizia. Intanto che aspetta, lui va a comprarsi una banana e una coca cola perche' aveva fame.
Arriva la polizia che gli fa' le solite domande, da dove vieni, dove vai, quanto tempo ti fermi a Singapore. Tochi risponde che e' venuto a Singapore per giocare a calcio e che aspettava un amico che gli doveva dare dei soldi in cambio della borsa.
La polizia gli chiede subito di aprire la borsa e li trovano nascosto in un sottofondo 700 grammi di eroina.
Durante il suo processo, persino il giudice si convinse che Tochi "might not have realised that the substance he was carrying was heroin." Cioe' che Tochi potrebbe non avere realizzato che quello che trasportava era eroina.
Ma sicome a Singapore la pena di morte e' obbligatoria per qualsiasi persona arrestata con piu' di 15 grammi di eroina, il giudice non ha potuto fare altro che condannarlo a morte.
A nulla sono valsi gli appelli di clemenza ne le lettere disperate dei famigliari, ne il fatto che c’erano tantissime attenuanti a favore. Intanto i veri trafficanti sono sempre in liberta’.
Tochi e’ rimasto 2 anni solo in cella perche’ la sua famiglia era troppo povera per fare il viaggio fino a Singapore, dimenticato da tutti. Il governo non ha fatto niente per facilitare le visite a Tochi, perche’, cosi dice la legge, solo i familiari possono visitare un condannato a morte. Hanno pero’ mandato una lettera all’ambasciata nigeriana chiedendo di pagare per i funerali senno’ il corpo sarebbe stato cremato.
Ecco, questa e’ la triste storia di Tochi, un giovane africano di 21 anni, che voleva solo giocare a calcio ed impiccato stamane all’alba.

2 commenti:

Paolo di Lautréamont ha detto...

Molto ben scritto. Lo cito, linko e riprendo.

Anonimo ha detto...

Bravo, lo cito.
Pedro