17 giugno 2013

Europeismo

Non si può certo affermare che gli spiriti più illuminati (si fa per dire) del nostro paese non siano ossessionati dal timore di non mostrarsi abbastanza europei. Quando, di fronte alla grave crisi che affliggeva l’Italia, il Presidente Giorgio Napolitano scelse di affidare la guida del paese ad un “tecnico” scelse il Professor Mario Monti, ritenuto allora il più indicato per farci uscire dal pantano in cui ci eravamo trovati. Come sia andata a finire è sotto gli occhi – e nelle tasche vuote – di tutti. Quello che però non si può rimproverare al Professore è una scarsa fede europeista. Per compiacere l’Europa, nella persona della Cancelliera Merkel, ha devastato l’economia italiana, pur continuando a vedere – forse per un suo problema oftalmico – “la luce in fondo al tunnel”.
Ma non sembra essere il solo a voler a tutti i costi (soprattutto se i costi sono sostenuti dagli altri) allineare l’Italia agli altri paesi europei. Sono quotidiani i confronti fra certe statistiche italiane e le corrispondenti statistiche di altri paesi. Per citare un esempio fra tutti vogliamo ricordare che, in un rapporto di molte pagine con innumerevoli tabelle statistiche, due eminenti funzionari della Banca d’Italia, i dottori Sandro Momigliano ed Alessandro Buoncompagni hanno messo in evidenza il fatto che le imposte sulle successioni e sulle donazioni sono in Italia molto più basse che negli altri paesi della UE, suggerendo implicitamente che sarebbe opportuno adeguarci. In definitiva avrebbero identificato un altro cespite su cui lo stato potrebbe esercitare ulteriormente il proprio potere di estorsione.
Potrebbe sembrare lodevole questo invito ad allinearci ai nostri partners europei, ma a nostro avviso sarebbe bene che lo si facesse su tutta la linea. Per esempio riallineando tutto il sistemo impositivo, il livello e la qualità dei servizi, le procedure burocratiche, la rapidità e la neutralità della giustizia e simili differenze fra noi e l’Europa, cause non ultime del nostro ristagno e della nostra recessione. Altrimenti risulta sempre più evidente che l’Europa va bene quando si tratta di spremere ed opprimere i cittadini nell’interesse esclusivo delle classi politica, burocratica e giudiziaria. Non interessa a nessuno quando invece si tratta di uscire da una situazione generale che più che europea si può definire da terzo mondo.


Il Bertoldo

1 commento:

Ioana Stan ha detto...

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